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DOPPI GIOCHI
Pechino 2008. Le altre
Olimpiadi. Contro la censura. Per i diritti umani
di
Roberto Reale
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novità in libreria |
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Una
radio contro
L'emittente B/92 nel dramma jugoslavo
di
Eva Bajasevic
pagg.
208 - € 13.00
Bulzoni editore
Doveva essere un regalo di compleanno postumo al
maresciallo Tito, invece negli anni Novanta è stata tra
le prime voci della controinformazione su internet e il
simbolo di una Belgrado che si ribellava alla guerra
etnica. Oggi è una specie di Mtv dei Balcani. Radio B/92
ha avuto tre vite, ed Eva Bajašević le ha ricostruite in
una tesi di laurea che è diventata un libro... |
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Archivio
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in evidenza (video) |
Per ricordare la giornalista afghana Zakia Zaki
Grazie all’associazione AINA, un documentario che
presenta il talento e il coraggio della giornalista
Zakia Zaki, è disponibile su You Tube. La Zaki da sei
anni dirigeva la radio privata locale 'Radio Pace'. E'
stata uccisa nella sua abitazione l'8 giugno.
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AFGHANISTAN
La situazione della stampa nel Paese
Intervista
di Rai News 24 a Mir Haidar Mutahar, giornalista afghano, direttore del
giornale di Kabul 'Arman-e-Millie' (l'Ideale della
nazione) e membro del consiglio direttivo
dell'Associazione dei Giornalisti Afghani |
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Cina: il ministro alla tecnologia annuncia che saranno filtrati o chiusi i
siti "dannosi"
09.05.2008 -
La Cina non garantità libertà su Internet durante le Olimpiadi di
Pechino, anzi potranno esserci interventi seri di censura su alcuni siti.
Malgrado il Comitato organizzatore dei Giochi avesse assicurato "piena
libertà"' ai media sull'evento, il ministro per la tecnologia Wan Gan ha detto
di non avere "informazioni chiare su quali siti siano da chiudere o da
filtrare, ma per proteggere la gioventù ci saranno severi controlli su siti
considerati dannosi". "Del
resto - ha concluso - in tutti i Paesi ci sono limitazioni all'accesso ad alcuni siti".
(Fonte: Ansa)
Libano: a
Beirut gli Hezbollah bloccano i media governativi nel terzo giorno di violenze
09.05.2008 -
Miliziani di Hezbollah hanno preso il controllo di diverse parti di
Beirut, nel terzo giorno di scontri tra il gruppo sciita filo-iraniano e soldati
dell'esercito libanese, che hanno causato decine di morti e feriti, nei
peggiori scontri tra comunità dai tempi della guerra civile conclusasi nel 1990.
Gli uomini di Hezbollah hanno costretto l'emittente televisiva Future News,
vicina al governo e proprietà di Saad Hariri, un leader della coalizione di
maggioranza, a sospendere le trasmissioni. Anche il quotidiano 'Al-Mustaqbal',
sempre di proprietà di Hariri, è stato bloccato dai miliziani sciiti. Le
violenze sono iniziate quando il governo ha messo fuorilegge il sistema militare
di comunicazioni di Hezbollah, che per il leader del movimento sciita è stata
una "dichiarazione di guerra". L´Unione cattolica internazionale della stampa in
Libano (UCIP-Liban) ha condannato, in un comunicato, le aggressioni contro i
giornalisti e i fotografi e ha espresso grande inquietudine nei confronti della
copertura mediatica della crisi. Una situazione questa, aggiunge l´UCIP-Liban
che sta portando velocemente a una campagna in cui le menzogne hanno la meglio.
Tunisia: nuove misure di censura su Internet
09.05.2008 -
Dal 10 marzo 2008 l sito
francofono Come4news
(http://www.come4news.com/) è
scomparso in Tunisia. Gli
amministratori del sito sono
stati avvertiti della censura
dagli stessi internauti
tunisini. Il 17 marzo essi hanno
sollecitato il presidente
tunisino Zine El-Abidine Ben Ali
di intervenire sulle autorità
affinché ritornassero sulla
decisione di oscurare il sito,
ma non vi è mai stata nessuna
risposta. Soprannominato "il
Wikipedia del giornalismo dei
cittadini", C4N è un sito che
permette a 1648 reporter
francofoni di pubblicare
informazioni di tutti i tipi,
Dal suo lancio, nel 2006, più di
16mila articoli sono stati
pubblicati on line. La Tunisia
rappresenta il 5% dei fruitori
di Come4news. In Tunisia vi sono
inoltre gravi problemi per
quanto riguarda la circolazione
delle mail. I messaggi
elettronici che provengono da
organismi a difesa dei diritti
dell'uomo, quali ad esempio
quelli dell'Associazione
internazionale a sostegno dei
prigionieri politici (AISPP) o
di Tunisnews, risultano
pressoché illeggibili oppure non
contengono nulla. Secondo gli
specialisti della censura su
Internet si tratta di un
filtraggio realizzato in malo
modo, però allo stesso tempo
efficace, stante il silenzio
internazionale che sta
accompagnando questa reiterata
censura su Intenet nel Paese.
(Fonte: RSF)
Reporters
sans frontières deplora gli
attacchi della stampa cinese e
gli attacchi subiti dal sito
rsf.org
09.05.2008 -
Reporters sans frontières si è dichiarata scioccata dalla campagna di
stampa orchestrata contro l'organizzazione dai media cinesi, in particolare dai
media nazionali vicini al potere. Questa campagna coincide con un'ondata di
attacchi informatici che stanno colpendo il sito web dell'associazione. "Questi
attacchi violenti e menzogneri possono essere estremamente efficaci perché le
dichiarazioni e i testi di Reporters sans frontières non sono mai pubblicati
dalla stampa cinese e il sito dell'organizzazione è oscurato nel Paese. Questa
campagna ha come unico scopo quello di punire le azioni pacifiche organizzate da
RSF in occasione del passaggio della fiamma olimpica", ha affermato
l'organizzazione. Basandosi su delle affermazioni false e su informazioni
manipolate, la stampa ufficiale cinese accusa Reporters sans frontières di
portare avanti un'operazione di destabilizzazione dei Giochi olimpici per il
conto della CIA o dei neo-conservatori americani. I militanti di RSF sono
accusati di essere degli "agitatori" e dei "razzisti". I siti Internet sohu.com,
sina.com e il sito di xinhuanet, agenzia ufficiale cinese, hanno diffuso a loro
volta questi attacchi. Nel frattempo, il sito Internet di Reporters sans
frontières è stato colpito dagli attacchi violentissimi di alcuni hackers
informatici.
Presentata
in Italia Current Tv, il network fondato da Al Gore che fa già discutere
09.05.2008 -
"Voi siete la voce e con
Current tv troverete la vera libertà di
informazione". Così il quasi presidente, eco-documentarista e ora
neopaladino della comunicazione, Al Gore, ha voluto promuovere il lancio in
Italia di Current Tv, nata
nel 2005 negli Stati Uniti e poi esportata in Gran Bretagna e Irlanda.
Eppure il contesto è paradossale: conferenza stampa blindatissima,
telecamere accese solo per pochi minuti, pubblico limitato a pochi intimi.
Al Gore ripete frasi a effetto per promuovere il suo progetto: "Current tv è un progetto rivoluzionario, è la
gente che sceglie cosa fare e vedere, L'italia sarà il primo paese non
anglofono a trasmettere (tramite il canale 130 Sky) i contenuti di un
network aperto, partecipativo, che vanta di integrare pienamente tv e
Internet". "Abbiamo scelto l'Italia per la sua tradizione culturale e mediatica",
spiega Tommaso Tessarolo, direttore della programmazione italiana
dell'emittente. O forse perché anche qui l'informazione ha difficoltà ad
affrancarsi dal controllo dei pochi.
Lo fa capire Al Gore con una battuta: "negli Usa siamo al 26esimo
dibattito tra i candidati, voi non ne avete fatto nessuno".
Eppure anche la democrazia di altri paesi e della stessa America soffre per
la mancanza di una informazione svincolata dalle grandi concentrazioni. Come
provano - spiega Al Gore - le bugie raccontate all'opinione pubblica
americana per giustificare la guerra in Iraq. E allora si ricorre a Internet
per emancipare la comunicazione. Ma la tv resta comunque il canale finale
per una distribuzione di massa e la piattaforma Sky, a pagamento e ancora di
nicchia, del grande magnate Murdoch, la via scelta da Al Gore per la sua
“rivoluzione”.
E non tutto va in onda: i contenuti vengono in ogni caso filtrati dagli
utenti (che li votano sul web) e dai redattori. Nessun limite o censura,
promettono gli organizzatori, ma a parte la selezione stessa, c’è il
rispetto di standard qualititativi non sempre modesti. Dimenticatevi,
dunque, qualsiasi paragone con i video pubblicati su siti di videosharing
come Youtube, dove tutto o quasi è ormai visibile e pubblicabile. Ma l’idea
resta comunque quella di far dire la propria idea su attualità, politica,
cultura, sport o ambiente, tema caro ad Al Gore, premio oscar per il film
documentario ambientalista 'Una scomoda verità'.
Al Gore ha assicurato che Current tv include la copertura di questi temi,
come l’ambiente. Ma chi finanzierà tutto questo? La pubblicità, che per il
50% potrà essere confezionata
dagli stessi utenti-produttori.
Per i loro video potranno
perfino ricevere un compenso,
dai 500 euro in su. Peccato che
i pod, ossia i brevi video
autoprodotti saranno per ora
solo il 30% della
programmazione.
(Fonte: RaiNews24) |
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Iran: giornalista assolto
dalle accuse
07.05.2008 -
Dopo tre anni di accanimento giudiziario, il
giornalista e militante dei diritti umani Emadoldin Baghi è stato assolto dalla
44ma Camera del Tribunale di Appello di Teheran. Il 31 luglio 2007, era stato
condannato in prima istanza a tre anni di prigione con l'accusa di "azioni
contro la sicurezza nazionale " e "pubblicità in favore degli oppositori al
regime". La Corte ha egualmente annullato la condanna a tre anni con la
condizionale, comminata alla moglie, Fatemeh Kamali Ahmad Sarahi, direttrice del
mensile 'Jameh-e-no', e alla figlia Maryam Baghi. Tutti e tre erano stati
perseguiti per aver partecipato, nel 2004, a una serie di conferenze sui diritti
dell'uomo che si tenevano negli Emirati Arabi. Emadoldin Baghi è comunque sempre
incarcerato nella prigione di Evin dove sta scontando un anno di prigione per
un'altra condanna. Il giornalista dovrà inoltre comparire, il 18 giugno
prossimo, davanti a un tribunale della rivoluzione di Teheran per aver preso la
difesa, in alcuni suoi articoli, dei condannati a morte nella regione del
Khouzestan (sud-est del Paese).
(Fonte: RSF)
Cuba:
blogger non
ottiene il visto per recarsi in
Spagna a ricevere un premio
07.05.2008 -
Le autorità cubane hanno rifiutato di concedere
il visto alla blogger cubana Yoani Sanchez, autrice del blog "Generacion Y", che
doveva ricevere proprio oggi in Spagna il premio Ortega y Gasset concessole dal quotidiano
'El Pais' per la categoria "giornalismo su Internet". Il premio le era
stato concesso "per i progressi che il suo lavoro ha apportato alla Rete cubana
in materia di libertà di espressione, per la correttezza delle sue informazioni
e per il dinamismo con il quale essa ha operato nella blogosfera". Creato nel
1984 da 'El Pais', il premio Ortega y Gasset è l'equivalente ispanico del
prestigioso premio Pulitzer e ricompensa la difesa delle libertà così come
l'indipendenza giornalistica.
(Fonte: RSF)
Dissidenti tibetani: "noi lontani da al-Qaeda, sono i soliti attacchi
della stampa cinese"
07.05.2008 -
"La dissidenza tibetana non ha alcun rapporto con al Qaeda: le accuse che ci
lancia contro la propaganda cinese non hanno alcuna base, e cercano soltanto
di screditare il nostro impegno. Se questo non fosse vero, saremmo
un’organizzazione nascosta, ed invece facciamo politica davanti a tutti da
decenni”. Lo dice all'agenzia AsiaNews il vice presidente del Congresso dei
giovani tibetani, Dhondup Dorjee, che rigetta le accuse di terrorismo lanciate
ieri dal governo cinese. Il governo indiano e i suoi servizi segreti,
sottolinea Dorjee, “seguono da anni le nostre attività, che sono chiare e
trasparenti. Pechino sa che noi abbiamo un mandato politico, ricevuto dalla
popolazione tibetana in esilio, ed ha paura di questo. Siamo diffusi in 83
regioni sparse fra Cina, Tibet, India e Nepal, e possiamo contare su 30mila
membri attivi. La Cina ha paura di questo, ma sa benissimo che non siamo
terroristi”. Le prime accuse di fondamentalismo erano state lanciate
dall’agenzia governativa Xinhua lo scorso marzo, quando un giornalista italiano
aveva pubblicato un’intervista al leader degli indipendentisti tibetani
sostenendo che fossero in preparazione “attentati suicidi sul territorio
cinese”. La smentita all’intervista, inviata il giorno seguente, non è mai stata
pubblicata. Secondo l’attivista tibetano, questa “è la normale procedura del
governo cinese, che attacca dando del terrorista a chiunque non condivida la sua
politica. La nostra è una lotta politica, per l’indipendenza del Tibet:
rigettiamo il fondamentalismo”. Proprio questo, conclude Dorjee, “ci differenzia
dal Dalai Lama. Lui, che ne ha piena facoltà, chiede autonomia: noi vogliamo
l’indipendenza. Il leader religioso è un campione della non violenza ed accetta
un compromesso, anche se crede fermamente nella democrazia. Noi sappiamo che
sotto Pechino non esiste democrazia, e per questo vogliamo essere del tutto
indipendenti”.
Premio “Ilaria Alpi”: a Riccione dal 5 al 7 giugno le giornate conclusive del
premio
07.05.2008 -
Ancora un record di numeri per
il 'Premio Giornalistico
Televisivo Ilaria Alpi' che ogni
anno vede crescere il numero dei
partecipanti. All'edizione 2008
concorrono 335 giornalisti (212
uomini e 123 donne), 80 in più
dello scorso anno, con 274
servizi. Fra gli argomenti
trattati, si parla soprattutto
di sociale e società (38
servizi) e situazioni dal mondo
(30) in particolare Iraq,
Afghanistan, Cina, Balcani,
Cuba. Non manca l'Africa
(continente in cui nel 1994
furono assassinati Ilaria Alpi e
Miran Hrovatin) trattata in 22
servizi. Sono 27 i servizi
dedicati all'ambiente di cui 11
sul tema emergenza rifiuti; 20
parlano d'immigrazione e 18 di
sanità; 17 i servizi sulle
guerre in Iraq, Afghanistan,
Balcani, Palestina, Vietnam,
Darfur, Birmania. Inoltre,
reportage storici (14), mafia
(9), terrorismo (7) e
criminalità (6), schiavitù (4)
giustizia (3). Record anche per
la sezione internazionale che
registra 36 partecipanti con 27
servizi provenienti da Francia,
Germania, Spagna, Bosnia
Erzegovina, Portogallo, Irlanda,
Novergia, Svizzera e Polonia.
(Fonte:
ADN Kronos)
per informazioni sul programma
del Premio:
http://www.ilariaalpi.it/premio/ita/xiv_edizione/programma.htm
Marocco:
agenzia
delle telecomunicazioni sospende le trasmissioni di Al Jazeera
07.05.2008 -
AL'agenzia nazionale per le telecomunicazioni ha impedito
all'emittente televisiva Al-Jazeera di mandare in onda il consueto
appuntamento serale con il telegiornale che riporta notizie sulla situazione
dei paesi del nord Africa. Da ottobre Al Jazeera ha aperto una redazione a
Rabat e i giornalisti si dicono increduli per quello che è successo e
spiegano di non conoscerne i motivi. Secondo l'agenzia per le
telecomunicazioni non esisterebbero problemi di carattere politico ma solo
ed esclusivamente problemi tecnici. Uno dei problemi che avrebbero causato
la chiusura del telegiornale, però, potrebbe riguardare al Qaeda che
utilizza proprio questo canale per leggere i propri comunicati e emettere
rivendicazioni su attentati compiuti nella regione.
(Fonte: Peace Reporter)
Cina:
un responsabile del giornale
'Nanfang Dushi Bao' licenziato
per degli articoli sul Tibet
06.05.2008 -
Chang Ping, caporedattore del
quotidiano
'Nanfang
Dushi Bao', ha annunciato di
aver perso il suo posto di
lavoro per aver pubblicato
alcuni editoriali
riguardanti il Tibet, in
particolare uno titolato "Valori
universali", che, secondo il
sito Boxun, era in netto
contrasto con la propaganda
ufficiale. Il licenziamento è
solo l'atto finale di una
campagna di calunnie lanciata
verso il giornalista da
internauti e da altri giornali.
L'articolo che ha scatenato il
linciaggio mediatico contro
Chang Ping conteneva, in
particolare, questa affermazione
(che ha fatto arrabbiare molti):
"gli avvenimenti accaduti in
Tibet mostrano che il governo
non ha risolto il problema delle
minoranze".
(Fonte: RSF)
Turchia: offese ad Ataturk, bloccato ancora una
volta YouTube
06.05.2008 -
Ancora una volta la Turchia blocca l'accesso al sito YouTube. La
decisione è stata presa stavolta da un tribunale di Ankara. Come nei precedenti
provvedimenti, la motivazione è che uno dei video postati avrebbe contenuti
offensivi per la figura di Mustafa Kemal Ataturk, il fondatore della Turchia
moderna. Per lo stesso motivo, alcune settimane fa era stato proibito l'accesso
a Google Gruppi. L'accesso ai siti viene in genere ristabilito dopo pochi
giorni, in seguito alla rimozione dei contenuti incriminati. L'offesa a Ataturk
è un reato previsto dal Codice penale turco.
(Fonte: Peace Reporter)
Colombia: arrestato ex
sindaco accusato di essere il mandante dell'omicidio di un giornalista
05.05.2008 -
Julio Ardila Torres, ex-sindaco della città di
Barrancabermeja (dipartimento di Santander, centro-nord del Paese), accusato di
essere il mandante dell'assassinio, avvenuto il 6 aprile 2003, del giornalista
José Emeterio Rivas, corrispondente di radio Calor Estereo, si è consegnato alle
autorità della città di Bucaramanga, capitale del dipartimento. Il pubblico
ministero aveva recentemente deciso di riaprire il dossier dell'omicidio del
giornalista dopo
che Reiner Enrique Brocate, un membro del gruppo paramilitare Autodifensori
uniti della Colombia (AUC), aveva accusato l'ex sindaco, latitante da quattro
anni, di aver contattato il suo gruppo per uccidere il giornalista. José
Emeterio Rivas era diventato famoso per le continue denunce dei rapporti fra
municipalità e paramilitari.
(Fonte: RSF)
Iraq:
uccisa giornalista
05.05.2008 -
Sarwa Abdul Wahab, una giornalista irachena che lavorava per l'ufficio
stampa del Consiglio provinciale di Ninewa (dopo aver lasciato la televisione satellitare Salahedine) è stata uccisa ieri da miliziani non
identificati, che le hanno teso un agguato a Mosul, nel nord dell'Iraq.
L'ennesimo omicidio di un giornalista iracheno (il quarto dall'inizio dell'anno,
il 212° dall'inizio del
conflitto) è avvenuto all'indomani della
Giornata Internazionale per la Libertà di Stampa. |
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