Information Safety
and Freedom

web magazine sugli attacchi alla libertà di stampa nel mondo
         

 

APPUNTAMENTI

La solitudine del Tibet: il travaglio di un popolo e la responsabilità della Comunità internazionale
Firenze, lunedì 12 maggio 2008
ore 16,30,
Sala Affreschi del Consiglio Regionale della Toscana
Via Cavour 4

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DOPPI GIOCHI
Pechino 2008. Le altre Olimpiadi. Contro la censura. Per i diritti umani
di Roberto Reale

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condannato a morte in Afghanistan giovane reporter
 

La forca per una fotocopia
Il giovane reporter Parwiz Kambakhsh scarica dal web un articolo che discute alcuni dettami del Corano: arrestato e condannato a morte per «blasfemia»...

Aderisci alla campagna per l’immediata liberazione del giovane giornalista afghano Parwiz Kambakhsh 
Appello dell'Associazione Rivoluzionaria delle Donne Afghane (Rawa)
 
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novità in libreria



 

Una radio contro
L'emittente B/92 nel dramma jugoslavo

di Eva Bajasevic
pagg. 208 - € 13.00
Bulzoni editore

Doveva essere un regalo di compleanno postumo al maresciallo Tito, invece negli anni Novanta è stata tra le prime voci della controinformazione su internet e il simbolo di una Belgrado che si ribellava alla guerra etnica. Oggi è una specie di Mtv dei Balcani. Radio B/92 ha avuto tre vite, ed Eva Bajašević le ha ricostruite in una tesi di laurea che è diventata un libro...
 
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   Archivio

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in evidenza (video)


Per ricordare la giornalista afghana Zakia Zaki
Grazie all’associazione AINA, un documentario che presenta il talento e il coraggio della giornalista Zakia Zaki, è disponibile su You Tube. La Zaki da sei anni dirigeva la radio privata locale 'Radio Pace'. E' stata uccisa nella sua abitazione l'8 giugno.
 
AFGHANISTAN
La situazione della stampa nel Paese

Intervista di Rai News 24 a Mir Haidar Mutahar, giornalista afghano, direttore del giornale di Kabul 'Arman-e-Millie' (l'Ideale della nazione) e membro del consiglio direttivo dell'Associazione dei Giornalisti Afghani
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per non dimenticare



 

Anna Politkovskaya: "io vivo la vita e scrivo ciò che vedo"
Ricordo della splendida coraggiosa giornalista russa uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006



 

Hrant Dink: martire europeo
Ricordo del giornalista di origine armena, direttore del settimanale ‘Agos’. Proprio davanti alla porta del giornale, nel quartiere  Sisli di Istanbul, il giornalista viene assassinato il 19 gennaio 2007 con tre colpi alla testa.
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Cina: il ministro alla tecnologia annuncia che saranno filtrati o chiusi i siti "dannosi"
09.05.2008 - La Cina non garantità libertà su Internet durante le Olimpiadi di Pechino, anzi  potranno esserci interventi seri di censura su alcuni siti. Malgrado il Comitato organizzatore dei Giochi avesse assicurato "piena libertà"' ai media sull'evento, il ministro per la tecnologia Wan Gan ha detto di non avere "informazioni chiare su quali siti siano da chiudere o da filtrare, ma per proteggere la gioventù ci saranno severi controlli su siti considerati dannosi". "Del resto - ha concluso - in tutti i Paesi ci sono limitazioni all'accesso ad alcuni siti". (Fonte: Ansa)

Libano: a Beirut gli Hezbollah bloccano i media governativi nel terzo giorno di violenze
09.05.2008 - Miliziani di Hezbollah hanno preso il controllo di diverse parti di Beirut, nel terzo giorno di scontri tra il gruppo sciita filo-iraniano e soldati dell'esercito libanese, che hanno causato decine di morti e feriti, nei peggiori scontri tra comunità dai tempi della guerra civile conclusasi nel 1990. Gli uomini di Hezbollah hanno costretto l'emittente televisiva Future News, vicina al governo e proprietà di Saad Hariri, un leader della coalizione di maggioranza, a sospendere le trasmissioni. Anche il quotidiano 'Al-Mustaqbal', sempre di proprietà di Hariri, è stato bloccato dai miliziani sciiti. Le violenze sono iniziate quando il governo ha messo fuorilegge il sistema militare di comunicazioni di Hezbollah, che per il leader del movimento sciita è stata una "dichiarazione di guerra". L´Unione cattolica internazionale della stampa in Libano (UCIP-Liban) ha condannato, in un comunicato, le aggressioni contro i giornalisti e i fotografi e ha espresso grande inquietudine nei confronti della copertura mediatica della crisi. Una situazione questa, aggiunge l´UCIP-Liban che sta portando velocemente a una campagna in cui le menzogne hanno la meglio.

Tunisia: nuove misure di censura su Internet
09.05.2008 - Dal 10 marzo 2008 l sito francofono Come4news (http://www.come4news.com/) è scomparso in Tunisia. Gli amministratori del sito sono stati avvertiti della censura dagli stessi internauti tunisini. Il 17 marzo essi hanno sollecitato il presidente tunisino Zine El-Abidine Ben Ali di intervenire sulle autorità affinché ritornassero sulla decisione di oscurare il sito, ma non vi è mai stata nessuna risposta. Soprannominato "il Wikipedia del giornalismo dei cittadini", C4N è un sito che permette a 1648 reporter francofoni di pubblicare informazioni di tutti i tipi, Dal suo lancio, nel 2006, più di 16mila articoli sono stati pubblicati on line. La Tunisia rappresenta il 5% dei fruitori di Come4news. In Tunisia vi sono inoltre gravi problemi per quanto riguarda la circolazione delle mail. I messaggi elettronici che provengono da organismi a difesa dei diritti dell'uomo, quali ad esempio quelli dell'Associazione internazionale a sostegno dei prigionieri politici (AISPP) o di Tunisnews, risultano pressoché illeggibili oppure non contengono nulla. Secondo gli specialisti della censura su Internet si tratta di un filtraggio realizzato in malo modo, però allo stesso tempo efficace, stante il silenzio internazionale che sta accompagnando questa reiterata censura su Intenet nel Paese. (Fonte: RSF)

Reporters sans frontières deplora gli attacchi della stampa cinese e gli attacchi subiti dal sito rsf.org
09.05.2008 - Reporters sans frontières si è dichiarata scioccata dalla campagna di stampa orchestrata contro l'organizzazione dai media cinesi, in particolare dai media nazionali vicini al potere. Questa campagna coincide con un'ondata di attacchi informatici che stanno colpendo il sito web dell'associazione. "Questi attacchi violenti e menzogneri possono essere estremamente efficaci perché le dichiarazioni e i testi di Reporters sans frontières non sono mai pubblicati dalla stampa cinese e il sito dell'organizzazione è oscurato nel Paese. Questa campagna ha come unico scopo quello di punire le azioni pacifiche organizzate da RSF in occasione del passaggio della fiamma olimpica", ha affermato l'organizzazione. Basandosi su delle affermazioni false e su informazioni manipolate, la stampa ufficiale cinese accusa Reporters sans frontières di portare avanti un'operazione di destabilizzazione dei Giochi olimpici per il conto della CIA o dei neo-conservatori americani. I militanti di RSF sono accusati di essere degli "agitatori" e dei "razzisti". I siti Internet sohu.com, sina.com e il sito di xinhuanet, agenzia ufficiale cinese, hanno diffuso a loro volta questi attacchi. Nel frattempo, il sito Internet di Reporters sans frontières è stato colpito dagli attacchi violentissimi di alcuni hackers informatici.

Presentata in Italia Current Tv, il network fondato da Al Gore che fa già discutere
09.05.2008 - "Voi siete la voce e con Current tv troverete la vera libertà di informazione". Così il quasi presidente, eco-documentarista e ora neopaladino della comunicazione, Al Gore, ha voluto promuovere il lancio in Italia di Current Tv, nata nel 2005 negli Stati Uniti e poi esportata in Gran Bretagna e Irlanda. Eppure il contesto è paradossale: conferenza stampa blindatissima, telecamere accese solo per pochi minuti, pubblico limitato a pochi intimi. Al Gore ripete frasi a effetto per promuovere il suo progetto: "Current tv è un progetto rivoluzionario, è la gente che sceglie cosa fare e vedere, L'italia sarà il primo paese non anglofono a trasmettere (tramite il canale 130 Sky) i contenuti di un network aperto, partecipativo, che vanta di integrare pienamente tv e Internet". "Abbiamo scelto l'Italia per la sua tradizione culturale e mediatica", spiega Tommaso Tessarolo, direttore della programmazione italiana dell'emittente. O forse perché anche qui l'informazione ha difficoltà ad affrancarsi dal controllo dei pochi. Lo fa capire Al Gore con una battuta: "negli Usa siamo al 26esimo dibattito tra i candidati, voi non ne avete fatto nessuno". Eppure anche la democrazia di altri paesi e della stessa America soffre per la mancanza di una informazione svincolata dalle grandi concentrazioni. Come provano - spiega Al Gore - le bugie raccontate all'opinione pubblica americana per giustificare la guerra in Iraq. E allora si ricorre a Internet per emancipare la comunicazione. Ma la tv resta comunque il canale finale per una distribuzione di massa e la piattaforma Sky, a pagamento e ancora di nicchia, del grande magnate Murdoch, la via scelta da Al Gore per la sua “rivoluzione”. E non tutto va in onda: i contenuti vengono in ogni caso filtrati dagli utenti (che li votano sul web) e dai redattori. Nessun limite o censura, promettono gli organizzatori, ma a parte la selezione stessa, c’è il rispetto di standard qualititativi non sempre modesti. Dimenticatevi, dunque, qualsiasi paragone con i video pubblicati su siti di videosharing come Youtube, dove tutto o quasi è ormai visibile e pubblicabile. Ma l’idea resta comunque quella di far dire la propria idea su attualità, politica, cultura, sport o ambiente, tema caro ad Al Gore, premio oscar per il film documentario ambientalista 'Una scomoda verità'. Al Gore ha assicurato che Current tv include la copertura di questi temi, come l’ambiente. Ma chi finanzierà tutto questo? La pubblicità, che per il 50% potrà essere confezionata dagli stessi utenti-produttori. Per i loro video potranno perfino ricevere un compenso, dai 500 euro in su. Peccato che i pod, ossia i brevi video autoprodotti saranno per ora solo il 30% della programmazione. (Fonte: RaiNews24)
 



campagna internazionale per liberare i quasi cento giornalisti e cyberdissidenti, attualmente in carcere nel Paese che ospiterà le prossime Olimpiadi

Il dossier di ISF: gli attacchi alla  libertà di stampa e di espressione in Cina
Cronaca di una repressione che non conosce limiti



lo speciale di Rai News 24

 
Iran: giornalista assolto dalle accuse
07.05.2008 - Dopo tre anni di accanimento giudiziario, il giornalista e militante dei diritti umani Emadoldin Baghi è stato assolto dalla 44ma Camera del Tribunale di Appello di Teheran. Il 31 luglio 2007, era stato condannato in prima istanza a tre anni di prigione con l'accusa di "azioni contro la sicurezza nazionale " e "pubblicità in favore degli oppositori al regime". La Corte ha egualmente annullato la condanna a tre anni con la condizionale, comminata alla moglie, Fatemeh Kamali Ahmad Sarahi, direttrice del mensile 'Jameh-e-no', e alla figlia Maryam Baghi. Tutti e tre erano stati perseguiti per aver partecipato, nel 2004, a una serie di conferenze sui diritti dell'uomo che si tenevano negli Emirati Arabi. Emadoldin Baghi è comunque sempre incarcerato nella prigione di Evin dove sta scontando un anno di prigione per un'altra condanna. Il giornalista dovrà inoltre comparire, il 18 giugno prossimo, davanti a un tribunale della rivoluzione di Teheran per aver preso la difesa, in alcuni suoi articoli, dei condannati a morte nella regione del Khouzestan (sud-est del Paese). (Fonte: RSF)

Cuba: blogger non ottiene il visto per recarsi in Spagna a ricevere un premio
07.05.2008 - Le autorità cubane hanno rifiutato di concedere il visto alla blogger cubana Yoani Sanchez, autrice del blog "Generacion Y", che doveva ricevere proprio oggi in Spagna il premio Ortega y Gasset concessole dal quotidiano 'El Pais' per la categoria "giornalismo su Internet". Il premio le era stato concesso "per i progressi che il suo lavoro ha apportato alla Rete cubana in materia di libertà di espressione, per la correttezza delle sue informazioni e per il dinamismo con il quale essa ha operato nella blogosfera". Creato nel 1984 da 'El Pais', il premio Ortega y Gasset è l'equivalente ispanico del prestigioso premio Pulitzer e ricompensa la difesa delle libertà così come l'indipendenza giornalistica. (Fonte: RSF)

Dissidenti tibetani: "noi lontani da al-Qaeda, sono i soliti attacchi della stampa cinese"
07.05.2008 - "La dissidenza tibetana non ha alcun rapporto con al Qaeda: le accuse che ci lancia contro la propaganda cinese non hanno alcuna base, e cercano soltanto di screditare il nostro impegno. Se questo non fosse vero, saremmo un’organizzazione nascosta, ed invece facciamo politica davanti a tutti da decenni”. Lo dice all'agenzia AsiaNews il vice presidente del Congresso dei giovani tibetani, Dhondup Dorjee, che rigetta le accuse di terrorismo lanciate ieri dal governo cinese. Il governo indiano e i suoi servizi segreti, sottolinea Dorjee, “seguono da anni le nostre attività, che sono chiare e trasparenti. Pechino sa che noi abbiamo un mandato politico, ricevuto dalla popolazione tibetana in esilio, ed ha paura di questo. Siamo diffusi in 83 regioni sparse fra Cina, Tibet, India e Nepal, e possiamo contare su 30mila membri attivi. La Cina ha paura di questo, ma sa benissimo che non siamo terroristi”. Le prime accuse di fondamentalismo erano state lanciate dall’agenzia governativa Xinhua lo scorso marzo, quando un giornalista italiano aveva pubblicato un’intervista al leader degli indipendentisti tibetani sostenendo che fossero in preparazione “attentati suicidi sul territorio cinese”. La smentita all’intervista, inviata il giorno seguente, non è mai stata pubblicata. Secondo l’attivista tibetano, questa “è la normale procedura del governo cinese, che attacca dando del terrorista a chiunque non condivida la sua politica. La nostra è una lotta politica, per l’indipendenza del Tibet: rigettiamo il fondamentalismo”. Proprio questo, conclude Dorjee, “ci differenzia dal Dalai Lama. Lui, che ne ha piena facoltà, chiede autonomia: noi vogliamo l’indipendenza. Il leader religioso è un campione della non violenza ed accetta un compromesso, anche se crede fermamente nella democrazia. Noi sappiamo che sotto Pechino non esiste democrazia, e per questo vogliamo essere del tutto indipendenti”.

Premio “Ilaria Alpi”: a Riccione dal 5 al 7 giugno le giornate conclusive del premio
07.05.2008 - Ancora un record di numeri per il 'Premio Giornalistico Televisivo Ilaria Alpi' che ogni anno vede crescere il numero dei partecipanti. All'edizione 2008 concorrono 335 giornalisti (212 uomini e 123 donne), 80 in più dello scorso anno, con 274 servizi. Fra gli argomenti trattati, si parla soprattutto di sociale e società (38 servizi) e situazioni dal mondo (30) in particolare Iraq, Afghanistan, Cina, Balcani, Cuba. Non manca l'Africa (continente in cui nel 1994 furono assassinati Ilaria Alpi e Miran Hrovatin) trattata in 22 servizi. Sono 27 i servizi dedicati all'ambiente di cui 11 sul tema emergenza rifiuti; 20 parlano d'immigrazione e 18 di sanità; 17 i servizi sulle guerre in Iraq, Afghanistan, Balcani, Palestina, Vietnam, Darfur, Birmania. Inoltre, reportage storici (14), mafia (9), terrorismo (7) e criminalità (6), schiavitù (4) giustizia (3). Record anche per la sezione internazionale che registra 36 partecipanti con 27 servizi provenienti da Francia, Germania, Spagna, Bosnia Erzegovina, Portogallo, Irlanda, Novergia, Svizzera e Polonia. (Fonte: ADN Kronos)
per informazioni sul programma del Premio:
http://www.ilariaalpi.it/premio/ita/xiv_edizione/programma.htm

Marocco: agenzia delle telecomunicazioni sospende le trasmissioni di Al Jazeera
07.05.2008 - AL'agenzia nazionale per le telecomunicazioni ha impedito all'emittente televisiva Al-Jazeera di mandare in onda il consueto appuntamento serale con il telegiornale che riporta notizie sulla situazione dei paesi del nord Africa. Da ottobre Al Jazeera ha aperto una redazione a Rabat e i giornalisti si dicono increduli per quello che è successo e spiegano di non conoscerne i motivi. Secondo l'agenzia per le telecomunicazioni non esisterebbero problemi di carattere politico ma solo ed esclusivamente problemi tecnici. Uno dei problemi che avrebbero causato la chiusura del telegiornale, però, potrebbe riguardare al Qaeda che utilizza proprio questo canale per leggere i propri comunicati e emettere rivendicazioni su attentati compiuti nella regione. (Fonte: Peace Reporter)

Cina: un responsabile del giornale 'Nanfang Dushi Bao' licenziato per degli articoli sul Tibet
06.05.2008 - Chang Ping, caporedattore del quotidiano 'Nanfang Dushi Bao', ha annunciato di aver perso il suo posto di lavoro per aver pubblicato alcuni editoriali riguardanti il Tibet, in particolare uno titolato "Valori universali", che, secondo il sito Boxun, era in netto contrasto con la propaganda ufficiale. Il licenziamento è solo l'atto finale di una campagna di calunnie lanciata verso il giornalista da internauti e da altri giornali.  L'articolo che ha scatenato il linciaggio mediatico contro Chang Ping conteneva, in particolare, questa affermazione (che ha fatto arrabbiare molti): "gli avvenimenti accaduti in Tibet mostrano che il governo non ha risolto il problema delle minoranze". (Fonte: RSF)

Turchia: offese ad Ataturk, bloccato ancora una volta YouTube
06.05.2008 - Ancora una volta la Turchia blocca l'accesso al sito YouTube. La decisione è stata presa stavolta da un tribunale di Ankara. Come nei precedenti provvedimenti, la motivazione è che uno dei video postati avrebbe contenuti offensivi per la figura di Mustafa Kemal Ataturk, il fondatore della Turchia moderna. Per lo stesso motivo, alcune settimane fa era stato proibito l'accesso a Google Gruppi. L'accesso ai siti viene in genere ristabilito dopo pochi giorni, in seguito alla rimozione dei contenuti incriminati. L'offesa a Ataturk è un reato previsto dal Codice penale turco. (Fonte: Peace Reporter)

Colombia: arrestato ex sindaco accusato di essere il mandante dell'omicidio di un giornalista
05.05.2008 - Julio Ardila Torres, ex-sindaco della città di Barrancabermeja (dipartimento di Santander, centro-nord del Paese), accusato di essere il mandante dell'assassinio, avvenuto il 6 aprile 2003, del giornalista José Emeterio Rivas, corrispondente di radio Calor Estereo, si è consegnato alle autorità della città di Bucaramanga, capitale del dipartimento. Il pubblico ministero aveva recentemente deciso di riaprire il dossier dell'omicidio del giornalista dopo che Reiner Enrique Brocate, un membro del gruppo paramilitare Autodifensori uniti della Colombia (AUC), aveva accusato l'ex sindaco, latitante da quattro anni, di aver contattato il suo gruppo per uccidere il giornalista. José Emeterio Rivas era diventato famoso per le continue denunce dei rapporti fra municipalità e paramilitari. (Fonte: RSF)

Iraq: uccisa giornalista
05.05.2008 - Sarwa Abdul Wahab, una giornalista irachena che lavorava per l'ufficio stampa del Consiglio provinciale di Ninewa (dopo aver lasciato la televisione satellitare Salahedine) è stata uccisa ieri da miliziani non identificati, che le hanno teso un agguato a Mosul, nel nord dell'Iraq. L'ennesimo omicidio di un giornalista iracheno (il quarto dall'inizio dell'anno, il 212° dall'inizio del conflitto) è avvenuto all'indomani della Giornata Internazionale per la Libertà di Stampa.

 

archivio alerts 2008

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Intervista a Lydia Cacho, giornalista messicana, Prix Mondial pour la Liberte' de la Presse Unesco Guillermo Cano 2008
05.05.2008 - “Penso che il giornalismo sia il faro che permette allla società di esercitare il suo diritto di conoscere e di capire: credo che i diritti umani non siano negoziabili. Finché saro’ in vita continuerò a scrivere, e questo mi terrà in vita”... 

Italia: Le rappresaglie della mafia
03.05.2008 - IN OCCASIONE DEL 3 MAGGIO (GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LIBERTA' DI STAMPA) PUBBLICHIAMO LA PARTE CHE RIGUARDA L'ITALIA DI UNA INCHIESTA REALIZZATA DA REPORTERS SANS FRONTIERES SUI CASI PIU' EMBLEMATICI E PREOCCUPANTI NELL'UNIONE EUROPEA 

La Bbc alla corte dei blogger
02.05.2008 - La redazione di Mosca dell'emittente britannica avvia una collaborazione con gli internauti russi per aggirare le restrizioni governative imposte ai media, che mettono in pericolo la libertà di stampa nel Paese. Un' occasione per sperimentare un nuovo modo di concepire il giornalismo, in cui l'utente può fare proposte e dire la sua sulle scelte editoriali...

le nostre ultime pubblicazioni

L'ultima primavera
La lotta per la libertà d'informazione in Iran
a cura di Ahmad Rafat
pagg. 160 - € 14
Polistampa Editore (2006)
 intervista all'autore

Ultime notizie
Indagine sulla crisi dell'informazione in Occidente. I rischi per la democrazia
di Roberto Reale
pagg. 380 - € 14
Nutrimenti Ed. (2005)

 

Live News - Guida alla sicurezza dei giornalisti
La traduzione italiana del manuale realizzato dall'International Federation of Journalists (2004)

 

segnalazioni

Dedicato a tutte le giornaliste e scrittrici a cui i vari governi del mondo impediscono la libertà di espressione
Il video "Women in Art", è uno splendido inno consacrato alla storia dell'arte attraverso l'immagine della donna

A chi si occupa nel mondo e nel web di attacchi alla libertà di stampa 52 Years Gallery
(1955-2007)
World Press Photo of the Year
RAPPORT ANNUEL 2008
Nel suo Rapporto annuale, reso pubblico il 13 febbraio 2008, l'organizzazione denuncia l´impotenza, la viltà e la doppiezza dei «difensori ufficiali» della libertà di espressione.


immagini e documenti dell'edizione 2006 realizzata in collaborazione con Information Safety and Freedom
La tutela dei reporter di guerra
tesi di laurea di Nazzara Pederzani
Università per Stranieri di Perugia
Facoltà di Lingua e Cultura Italiana
Corso di Laurea in Comunicazione Internazionale



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associazione a difesa della libertà di stampa e di espressione nel mondo
sede: piazza Massimo D'Azeglio 18 - 50121 Firenze - tel. 0039 055 2001649
 

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