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Sono
55 i giornalisti e gli operatori che nel 2001 sono rimasti
uccisi nel mondo. Undici in Colombia, otto in Afganistan, tre
nei territori occupati in Palestina ed altri tre nelle
Filippine. Le altre trenta vittime sono distribuite fra altri
ventiquattro paesi. L’anno precedente, il 2000, aveva visto
cinquantasei giornalisti uccisi nell’esercizio della loro
professione.
Alle Americhe, dove sono rimasti uccisi almeno 21 giornalisti,
rimane il triste primato di rappresentare la parte di mondo in
cui svolgere la professione di giornalista è più pericoloso.
In Colombia sono stati assassinati da guerriglieri sia di
sinistra che di destra, e da eserciti paramilitari o
associazioni criminali, ben undici giornalisti. Due sono stati
uccisi in Messico vicino al confine statunitense, dove i
trafficanti di droga rappresentano una minaccia costante per
quei giornalisti che si occupano di criminalità organizzata e
corruzione. Negli Stati Uniti hanno perso la vita due
giornalisti; William Biggart, un fotoreporter freelance è
rimasto ucciso nel crollo delle torri gemelle l’11
settembre. Robert Stevens, redattore di American Media INC
è rimasto vittima dei dell’antrace contenuta in una delle
buste spedite nei giorni che hanno seguito l’attentato delle
Twin towers. Stevens è morto due settimane dopo.
In Asia sono rimasti uccisi sedici giornalisti, di cui otto in
Afghanistan nel breve arco di due settimane (nella foto
Maria Grazia Cutuli), tre nelle Filippine, due in
Bangadlesh ed uno ciascuno in Cina, Indonesia e Thailandia.
In Europa, dove sono rimasti uccisi undici giornalisti, è
certo il coinvolgimento di organizzazione terroristiche in
almeno tre casi. In
Spagna è stato assassinato dall’ETA, nella cittadina di San
Sebastian , Santiago Elejabarrieta, amministratore delegato di
uno dei principali quotidiani della regione: El Diario
Basco. Nell’Irlanda del nord un gruppo di terroristi
protestanti hanno assassinato Martin O’Hagan, giornalista
spesso occupato in inchieste non troppo gradite. L’omicidio
di O’Hagan ha avuto luogo nella cittadina di Lurgan, nella
contea di Armagh.
Sul letto di un fiume in Corsica è stato rinvenuto il
cadavere di Nicolas Giudici ucciso con due colpi di pistola.
Il giornalista stava seguendo le vicende dei separatisti
corsi.
Sei i giornalisti uccisi fra Medio Oriente e Nord Africa, tre
dei quali nei territori occupati in Palestina dove svolgere la
professione di giornalista sta diventando sempre più
difficile e pericoloso, specie dall’inizio del secondo anno
d’Intifada. Altri due sono stati uccisi mentre seguivano una
marcia di protesta pro-democrazia della popolazione di etnia
berbera in Algeria.
Mentre nel Kuwait, una giornalista, veterana dei diritti umani
e civili delle donne, Hedayah Sultan Al Salem è stata uccisa
con un colpo di fucile mentre era ferma con la macchina ad un
semaforo.
AFGHANISTAN
(8)
11 novembre:
Pierre Billaud, Volkler Hadloik e Johanne Sutton sono
uccisi in un imboscata nel nord est del paese mentre
accompagnavano il comandante dell’Alleanza del nord in un
ispezione ad una truppa di talebani disertori. La camionetta
su cui viaggiavano viene colpita da una granata. Johanne, 34
anni, francese, era inviata di Radio France International,
Pierre, 31 anni, anche lui francese, era inviato
dell'emittente radiofonica Rtl, Volker, 40 anni,
tedesco, era fotografo del settimanale Stern.
19 novembre:
Maria Grazia Cutuli, inviata de Il Corriere della Sera,
Julio Fuentes, giornalista di El Mundo, Harry Burton,
cameraman australiano dell'agenzia stampa Reuters,
Azizullah Haidari, fotografo di origine afgana della Reuters
sono uccisi in un imboscata. Fatti scendere dalla
camionetta su cui viaggiavano vengono rapinati e ammazzati con
alcuni colpi alla schiena.
27 novembre:
durante una rapina nella cittadina di Taloqan, muore Ulf
Stromberg, 42 anni, operatore dell’emittente svedese TV4.
ALGERIA (2)
14 giugno:
Fadhila Nedjma e Adel Zerrouk, rispettivamente del settimanale
Enchouruk e del quotidiano Erray, sono uccisi
durante la marcia di protesta pro-democratica della
popolazione di etnia berbera in Algeria trasformata in una
guerriglia fra polizia e manifestanti. Nedjima viene investito
da un pullman che usciva da un garage in fiamme, mentre
Zerrounk viene travolto dai manifestanti. Circa novecento
persone rimangono ferite nella manifestazione.
ANGOLA (1)
8 luglio:
Alegria Gustavo, giornalista della redazione locale
dell’emittente radiofonica pubblica Radio Nazionale
Angola a Huambo, viene uccisa al termine di una festa.
BANGLADESH
(2)
21 aprile:
Nihar Ali, 36 anni, corrispondente del quotidiano in lingua
bengalese Anirban, è percosso a morte dopo esser stato
rapito dalla sua abitazione a Dumuria Upazila, nel versante
nord ovest del Bangladesh. I rapitori gli spaccano le gambe e
braccia e lo pugnalano più volte. Secondo la polizia, i
rapitori potrebbero essere dei terroristi di estrema sinistra.
Alcune fonti sostengono che il giornalista sia stato
assassinato per i suoi articoli sulle attività criminali
locali.
22 Luglio:
Ashan Ali, quarantenne corrispondente del quotidiano di Dhaka,
Juganta, viene trovato morto in un canale. Ha il viso
sfigurato dall’acido ed è legato mani e piedi. Ali era
sparito il 20 luglio ed aveva ricevuto diverse minacce.
Secondo i suoi colleghi di lavoro è stato ucciso per le sue
inchieste giornalistiche.
BOLIVIA (1)
29 luglio:
Juan Carlos Encinas, giornalista reporter del programma
d’informazione “Enlace” di Canale 21, viene
ucciso mentre seguiva il conflitto fra due organizzazioni per
ottenere il controllo delle cooperative di minatori a
El Alto, a 19 km da La Paz. Encinas si trovava presso
la miniera quando un folto gruppo di aggressori hanno
circondato il luogo ed aperto il fuoco. Il giornalista viene
colpito al bacino e muore dopo alcune ore. Due membri
dell’aeronautica vengono sospesi dal servizio per aver
fornito le armi ai banditi.
CINA (1)
15 gennaio:
Feng Zhaoxia, 48 anni, giornalista investigativo del giornale Gejie
Daobao,viene trovato con la gola tagliata a Xi’an.
Secondo alcuni amici del giornalista, Feng è stato visto vivo
l’ultima volta mentre usciva di casa dopo aver ricevuto una
misteriosa telefonata. Le forze di polizia hanno chiuso il
caso annoverandolo fra i “suicidi”, ma i familiari del
giornalista stanno richiedendo in tutti i modi che vengano
riaperte le indagini. Feng aveva scritto una lunga serie di
articoli sulla corruzione ed i legami fra bande criminali e
membri del governo regionale della provincia di Shaanxi.
Sembra che negli ultimi tempi il giornalista avesse ricevuto
svariate minacce, e per prudenza avesse spostato la sua
residenza.
BRASILE (1)
16 agosto:
Mario Coelho De Almeida Filho, 42 anni, redattore di A
verdade, pubblicato a Magè, nello stato di Rio, viene
colpito da quattro proiettili sparati da uno sconosciuto
mentre rientra nella sua abitazione. L’omicidio ha luogo il
giorno prima di un importante processo nel quale il
giornalista doveva testimoniare per una querela fatta a suo
danno dal primo cittadino di Duque de Caxias. Amici, parenti e
colleghi ritengono che l’omicidio del giornalista sia legato
alle numerose inchieste e d articoli sulla corruzione
all’interno dell’amministrazione comunale.
COLOMBIA (11)
27 aprile:
Flavio Bedoya, 52 anni, corrispondente regionale del
settimanale di area comunista Voz, viene ucciso nella
cittadina portuale di Tumaco nel dipartimento di Narino. I
suoi colleghi confermano che il giornalista aveva ricevuto
minacce di morte per i suoi articoli sulle attività criminali
di gruppi paramilitari dell’estrema destra.
30 aprile:
Carlos Alberto Trespalacios, 33 anni, viene colpito da tre
proiettili sparati da un uomo mascherato a Medellin. Il
giornalista, che era stato cronista sportivo prima di
diventare responsabile dell’Istituto per lo Sport e
Ricreazioni di Medellin, aveva riferito alle autorità
competenti di aver ricevuto diverse minacce. Il motivo del suo
assassinio rimane tuttora sconosciuto.
3 maggio:
Yesid Merulanda, trentunenne giornalista sportivo del
notiziario Notipacifico TV News, è raggiunto da sei
proiettili alla testa nella città di Calì . L’omicidio
viene rivendicato da un gruppo paramilitare di estrema destra
nonostante il padre del giornalista abbia dichiarato che il
figlio non avesse mai subito nessuna minaccia.
17 maggio:
Edgar Tabera Gaona, 38 anni, impegnato in un’emittente
radiofonica locale, viene colpito a morte da un gruppo
d’estrema sinistra a Guespa, nel dipartimento di Santander.
Secondo gli investigatori i banditi potrebbero far parte delle
FARC.
27 giugno:
Pablo Emilio Parra Castaneda, giornalista radiofonico
cinquantenne viene ucciso da un gruppo di guerriglieri
d’estrema sinistra. Parra, che oltre a lavorare per
l’emittente radiofonica, Planadas Cultural FM Stereo,
coordinava le attività della Croce Rossa Colombiana, viene
rapito dalla sua abitazione a Planadas, e giustiziato con due
colpi d’arma da fuoco alla testa.
4 luglio:
Arquimedes Arias Henao, 39 anni, redattore dell’emittente
radiofonica Fresno FM stereo, viene colpito da tre
proiettili sparati da uno sconosciuto.
6 luglio: Josè
Dubie Vasquez, redattore dell’emittente radiofonica La
voz de la selva, collegata al network di Radio Caracol,
viene raggiunto da due proiettili sparati da due uomini a
bordo di una moto mentre usciva dal suo ufficio a Florencia,
nel dipartimento di Caquetà. La sua morte sembra collegata
agli omicidi di altri due giornalisti della stessa radio
uccisi da guerriglieri dell’estrema sinistra nel 2000; si
trattava di Alfredo Abad Lopez e Guillermo Leon Agueldo. Gli
uomini delle FARC avevano precedentemente dichiarato che la
famiglia Turbay, proprietaria dell’emittente, era un
obiettivo militare.
8 luglio:
Jorge Enrique Urbano Sanchez, radiocronista 53enne, viene
ucciso nella cittadina portuale di Buenaventura. Ad Urbano
Sanchez, che lavorava per l’emittente locale Mar Estereo,
sparano mentre siede ad un bar. I suoi familiari hanno
riferito che il giornalista riceveva da tempo minacce
telefoniche.
16 luglio:
Eduardo Estrada Guiterrez, redattore di una radio comunitaria,
viene ucciso mentre mangia in un ristorante a San Pablo, nel
dipartimento di Bolìvar. Il giornalista era anche presidente
dell’Associazione per lo Sviluppo della Cultura e della
Comunicazione, (ADECOSAN), collegata con AREDMAG, network di
radio comunitarie di Magdalena.
14 novembre:
Heriberto Cardenas, 52 anni, viene assassinato nella cittadina
di Buenaventura. Cardenas, che aveva lavorato con diverse
emittenti radiofoniche e aveva collaborato anche con i
quotidiani nazionali El tempo e El Espectador,
stava guardando la televisione con il nipote diciassettenne
quando gli aggressori fanno irruzione nella casa ed uccidono i
due uomini.
23 dicembre:
Alvaro Alonso Escobar, proprietario del settimanale Region
a Fundacion, nel dipartimento di Magdalena, viene ucciso nella
sua casa. Uno sconosciuto gli spara tre colpi alla testa prima
di dileguarsi su una moto. Alvaro si occupava di cronaca nelle
città di Fundacion, Aracataca, El Reten, San Angel e Pivijai,
dove è costante l’attività di guerriglieri paramilitari.
COSTA RICA
(1)
7 luglio:
Parmenio Medina, produttore e presentatore del programma
radiofonico “La patata” trasmesso da Radio Monumental
a San Josè, viene ucciso a Santo Domingo De Heredia. Negli
ultimi mesi, il giornalista, colombiano di nascita e noto per
le sue inchieste sulla corruzione, aveva ricevuto molte
minacce regolarmente denunciate alle forze dell’ordine. Nel
maggio precedente alcuni sconosciuti avevano sparato colpi di
arma da fuoco contro la sua casa.
ESTONIA (1)
10 marzo:
Vitaliy Khaitov, caporedattore del quotidiano in lingua russa,
Estoniya, e del trisettimanale Vesti Nedelya Plus,
viene ucciso con due colpi d’arma da fuoco alla testa mentre
è seduto nella sua automobile in un quartiere della capitale.
Nella primavera precedente, anche il figlio 32enne del
giornalista era stato ucciso in un aggressione simile. Il
motivo dell’omicidio, per il quale non è stato individuato
nessun colpevole, sembra essere stata la corruzione dilagante
all’interno del corpo di polizia.
FILIPPINE (3)
3 gennaio:
Rolando Ureta, redattore dell’emittente radiofonica DYKR,
collegata a Radio Mindanao, viene assassinato da un
commando di diverse persone nella provincia di Aklan. Ureta
aveva appena finito di trasmettere il programma della notte e
stava rincasando in motocicletta quando un sicario,
anch’egli su una moto, lo ha affiancato per sparargli. I
giornali locali hanno dichiarato che il giornalista è stato
assassinato per i suoi articoli su corruzione e trafficanti di
droga.
24 febbraio:
Mohamad Yudop, 42 anni, speaker di DIXD Radio del
network delle radio islamiche, viene ucciso da due individui
mentre rientrava a casa in motocicletta verso Pagdanian City,
nell’isola di Mindanao. Nessuno ha rivendicato il suo
omicidio.
30 maggio:
Candelario Cayona, 27 anni, viene ucciso da due sicari a
Zamboanga, nel sud delle filippine. Cayona, era uno speaker di
DIXD Radio, emittente che aveva causato l’ira delle
forze dell’ordine per aver trasmesso un’intervista ad un
membro di un gruppo di fondamentalisti islamici.
FRANCIA (1)
17 giugno:
Nicolas Giudici, giornalista e scrittore, viene rinvenuto
morto nel fiume di Piedigriggio, nel nord della Corsica, con
due proiettili in testa. I resti della sua automobile bruciata
sono stati ritrovati a cinquanta km più a valle. Giudici si
era occupato a lungo dei gruppi di separatisti attivi
nell’isola, per i quotidiani Corse Matin e Nice
Matin. Nel 1997 aveva scritto un romanzo critico sulla
società corsa: “Il crepuscolo dei corsi”.
GEORGIA (1)
26 luglio:
Georgy Sanaya leggeva il telegiornale per la televisione
nazionale indipendente Rustavi-2, ed era uno dei
giornalisti più famosi del paese, quando, improvvisamente
sparito dal lavoro, è stato ritrovato dalla polizia con un
proiettile conficcato nella nuca.
GUATEMALA(1)
5 settembre:
Jorge Minor Alegria Armendariz, 38 anni, presentatore di un
programma radiofonico trasmesso da Radio Amatique, che
trasmette da Puerto Barrios per tutto il distretto di Izabal,
viene colpito a morte da un proiettile vicino alla sua
abitazione. Un uomo è stato arrestato per l’omicidio. Secondo la
polizia, il giornalista da tempo riceveva svariate minacce
perché denunciava regolarmente il “malaffare”
dell’amministrazione regionale e locale, incoraggiando gli
ascoltatori a fare altrettanto in diretta, tesi che anche i
colleghi hanno confermato.
HAITI (1)
3 dicembre :
Brignol Lindor, 32 anni, redattore dei notiziari di Radio
Echo 2000, viene ucciso a colpi di machete in uno scontro
fra i sostenitori del presidente Jean Bernard Aristide ed il
blocco dell’opposizione del partito democratico, nella
cittadina costiera di Petit-Goave, a 50 km dalla capitale Port
Au Prince. Secondo
la testimonianza di amici e parenti del giornalista, i suoi
assassini erano sicuramente sostenitori del governo che hanno
teso un imboscata a
Lindor e al suo autista. Il giornalista aveva denunciato alla
polizia di aver ricevuto minacce dopo aver invitato ad
intervenire al suo programma i membri dell’opposizione.
INDONESIA (1)
18 febbraio :
Rusli Radja, 47enne giornalista del settimanale Pena
Lestari, viene trovato morto accanto al cadavere di un
civile sulla strada per East Langsa, nella provincia di Aceh
dove i gruppi di separatisti sono molto attivi sin dagli anno
‘70.
JUGOSLAVIA
(1)
11 giugno:
Milan Pantic, 47 anni, corrispondente del quotidiano Vecernje
Novisti, viene ucciso nella città di Jagodina, nella
Serbia centrale. Il giornalista è stato colpito più volte
alla testa da un oggetto contundente e affilato da aggressori
mai identificati, mentre ritornava verso casa. I suoi colleghi
riferiscono che Pantic avrebbe ricevuto diverse minacce in
risposta ad i suoi articoli usciti sul quotidiano di Belgrado.
KOSOVO (2)
29 marzo:
Kerem Lawton, trentenne, redattore dell’Associated Press
News Television, viene ucciso dallo scoppio di una granata
che colpisce l’auto su cui viaggiava vicino al confine
macedone nel villaggio di Krevnik. Lawton aveva seguito il
conflitto sin dall’inizio. La responsabilità per la sua
morte è da attribuire ad ambedue le parti in campo.
19 ottobre:
Bekim Kastrat, un reporter del quotidiano in lingua albanese Bota
Sot, viene ucciso vicino alla cittadina di Srbica, a nord
est della capitale Pristina. Gli aggressori ffiancano la sua
auto e cominciano a sparare con i mitra uccidendo un'altra
persona e ferendone una terza.
KUWAIT (1)
20 marzo:
Hidaya Sultan al-Salem, sessantaseienne proprietaria del
settimanale Majales, viene uccisa da un poliziotto
mentre si trova nella sua auto ferma ad un semaforo.
L’ufficiale di polizia, in seguito condannato a morte,
avrebbe detto d’aver assassinato la giornalista in quanto si
era sentito offeso da un suo articolo apparso sul settimanale.
MEXICO(2)
19 febbraio:
Josè Luis Ortega Mata, 37enne redattore del settimanale Seminario
de Ojinaga, viene ucciso con alcuni colpi alla testa. Il
fatto che l’omicida non abbia preso il suo portafogli
esclude il motivo della rapina. Alcuni giorni prima Ortega
aveva pubblicato degli articoli sul traffico di stupefacenti
nella regione, in seguito ai quali aveva ricevuto diverse
minacce.
24 marzo :
Saul Antonio Martinez Guiterrez, redattore del quotidiano El
Imparcial, nella città di frontiera di Matamoros nello
stato di Tamaulipas, viene trovato morto con quattro
pallottole in testa. Il corpo del giornalista è stato trovato
dalla polizia sul sedile posteriore del suo
furgone vicino alla cittadina di Rio Bravo, ed
identificato dal padre, proprietario del quotidiano.
Guiterrez
stava svolgendo un’inchiesta sui trafficanti di droga della
regione, ed era stato più volte minacciato di morte.
PALESTINA (3)
17 gennaio:
Hisham Mekki, responsabile della televisione palestinese,
viene ucciso a Gaza da tre uomini dal volto coperto che gli
sparano alla testa e al petto. La Brigata dei martiri di
Al-Aqsa hanno rivendicato la responsabilità dell’omicidio.
Il gruppo ha dichiarato di aver ucciso Mekki in quanto membro
del movimento di Arafat che, secondo loro, non aveva preso
provvedimenti contro gli ufficiali corrotti.
31 luglio:
Mohammad Bishawi e Othman Ibrahim Qatanani rimangono uccisi
durante una operazione militare contro un palazzo di Nablus,
cittadina delle West Bank. Bishawi aveva 27 anni ed era un
fotoreporter per il quotidiano locale Al Hayat Al Madida,
per il settimanale arabo-israeliano Saut Haq, nonché
collaboratore del sito web Islamonline. Qatanani aveva
24 anni e lavorava nella redazione di Nablus del quotidiano Al
Quds, per l’agenzia KONA e per Islamonline.
Ambedue sono morti quando l’ufficio del centro del movimento
islamico di ricerca è stato colpito da due missili. Otto
in tutto le vittime.
PARAGUAY (1)
5 gennaio:
Salvador Medina era un coordinatore e portavoce del direttivo
delle stazioni radio comunitarie Nemity, a Capibary,
180 km a nord ovest della capitale. Viene mentre viaggiava
sulla moto guidata da suo fratello. I familiari del
giornalista hanno dichiarato che Medina riceveva minacce di
morte ogni qual volta che faceva una denuncia per radio. Altri
hanno dichiarato che il giornalista potrebbe esser stato
ucciso per rappresaglia in seguito agli articoli scritti da un
altro fratello giornalista del quotidiano nazionale ABC
Color.
REGNO UNITO
(1)
28 settembre:
Martin O’Hagan, 51 anni, era un giornalista investigativo
che lavorava nel nord Irlanda per il quotidiano di Dublino Sunday
World, viene colpito a morte da una raffica di proiettili
mentre rientrava a casa dal pub con la moglie. Un gruppo
paramilitare protestante, “I difensori della mano rossa”,
rivendica l’omicidio.
RUSSIA (1)
18 settembre:
Eduard Markevich, 29 anni, redattore del Novi Reft, di
Retfinskey, nella regione di Sverdlosk, viene ritrovato morto
con un proiettile nella schiena. Secondo i colleghi di lavoro,
il quotidiano denunciava spesso i comportamenti dei politici
locali, ed il giornalista era gia stato minacciato in passato
per questo stesso motivo.
SPAGNA (1)
24 maggio:
Santiago Oleata Elejabarrieta, 54 anni, amministratore capo
del quotidiano regionale El Diario Vasco, viene con
sette colpi d’arma da fuoco mentre posteggiava la sua auto
nel parcheggio dell’ospedale nella città di San Sebastian,
dove si era recato per ricevere cure ad una spalla. Secondo la
polizia l’omicidio è da imputare al gruppo di separatisti
baschi conosciuto come ETA.
STATI UNITI
(2)
11 settembre:
Willim Biggart, fotografo freelance, rimane ucciso
nell’attacco terroristico dell’11 settembre. Il suo corpo
è stato ritrovato fra le rovine di Ground Zero il 15
settembre. Il fotografo, che si era affrettato sul luogo
dell’attacco, era membro dell’agenzia Impact Visual.
5 ottobre:
Robert Stevens, redattore di American Media INC. che
pubblica The national enquires ed altri inserti di
quotidiani, muore dopo aver inalato dell’antrace contenuta
in una busta da lettere. Al 19 ottobre sono stati quaranta gli
americani che sono stati esposti all’antrace, compresi gli
operatori di altri media come ABC, CBS, NBC, ed
il New York Post.
THAILANDIA
(1)
10 aprile:
Withayut Sangsophit, 55 anni, impiegato nell’emittente
radiofonica Home media, nella provincia di Surat Thani,
viene colpito da alcuni proiettili mentre entrava nella
stazione radio per iniziare la trasmissione del mattino. E’
probabile che sia stato ucciso per le sue denunce di
corruzione all’interno dell’amministrazione locale. Già
l’anno precedente, era stato messo sotto la protezione della
polizia in seguito ad un attentato alla sua vita.
UKRAINA (2)
24 giugno :
Oleh Breus, redattore del settimanale regionale XXI Vek,
viene ucciso da due uomini sulla porta di casa nella cittadina
di Luhansk. Il movente dell’omicidio è tuttora sconosciuto,
per quanto i suoi colleghi di lavoro hanno dichiarato di aver
ricevuto tutti minacce nei mesi precedenti. Breus stesso era
scampato ad un attentato nel dicembre del 2000.
7 luglio:
Ihor Oleksandrov, direttore della televisione e radio libera TOR,
con sede a Slavyansk, muore per le percosse di un aggressore
arrivato nel suo ufficio armato di mazza da baseball. I media
locali ritengono che l’omicidio sia collegato alle inchieste
sulla corruzione e sul crimine locale.
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