I NOSTRI
DOSSIER

Operazione "Enduring Freedom"
Tra libertà di informazione, censura di guerra e autocensura

G8 a Genova: I fatti di luglio
In collaborazione con:
Federazione nazionale della stampa e Associazione stampa ligure

IL LIBRO

Africa: a caccia di giornalisti
Rapporto 2001 sulla
libertà di stampa nel continente africano
In collaborazione con:
Scuola superiore di giornalismo di Bologna
e International Press Institute di Vienna

 


 

torna alla HOMEPAGE

Un anno vissuto pericolosamente
55 giornalisti uccisi nel mondo nel 2001

 

Sono 55 i giornalisti e gli operatori che nel 2001 sono rimasti uccisi nel mondo. Undici in Colombia, otto in Afganistan, tre nei territori occupati in Palestina ed altri tre nelle Filippine. Le altre trenta vittime sono distribuite fra altri ventiquattro paesi. L’anno precedente, il 2000, aveva visto cinquantasei giornalisti uccisi nell’esercizio della loro professione.
Alle Americhe, dove sono rimasti uccisi almeno 21 giornalisti, rimane il triste primato di rappresentare la parte di mondo in cui svolgere la professione di giornalista è più pericoloso.
In Colombia sono stati assassinati da guerriglieri sia di sinistra che di destra, e da eserciti paramilitari o associazioni criminali, ben undici giornalisti. Due sono stati uccisi in Messico vicino al confine statunitense, dove i trafficanti di droga rappresentano una minaccia costante per quei giornalisti che si occupano di criminalità organizzata e corruzione. Negli Stati Uniti hanno perso la vita due giornalisti; William Biggart, un fotoreporter freelance è rimasto ucciso nel crollo delle torri gemelle l’11 settembre. Robert Stevens, redattore di American Media INC è rimasto vittima dei dell’antrace contenuta in una delle buste spedite nei giorni che hanno seguito l’attentato delle Twin towers. Stevens è morto due settimane dopo.
In Asia sono rimasti uccisi sedici giornalisti, di cui otto in Afghanistan nel breve arco di due settimane (nella foto Maria Grazia Cutuli), tre nelle Filippine, due in Bangadlesh ed uno ciascuno in Cina, Indonesia e Thailandia.
In Europa, dove sono rimasti uccisi undici giornalisti, è certo il coinvolgimento di organizzazione terroristiche in almeno tre casi.  In Spagna è stato assassinato dall’ETA, nella cittadina di San Sebastian , Santiago Elejabarrieta, amministratore delegato di uno dei principali quotidiani della regione: El Diario Basco. Nell’Irlanda del nord un gruppo di terroristi protestanti hanno assassinato Martin O’Hagan, giornalista spesso occupato in inchieste non troppo gradite. L’omicidio di O’Hagan ha avuto luogo nella cittadina di Lurgan, nella contea di Armagh.
Sul letto di un fiume in Corsica è stato rinvenuto il cadavere di Nicolas Giudici ucciso con due colpi di pistola. Il giornalista stava seguendo le vicende dei separatisti corsi.
Sei i giornalisti uccisi fra Medio Oriente e Nord Africa, tre dei quali nei territori occupati in Palestina dove svolgere la professione di giornalista sta diventando sempre più difficile e pericoloso, specie dall’inizio del secondo anno d’Intifada. Altri due sono stati uccisi mentre seguivano una marcia di protesta pro-democrazia della popolazione di etnia berbera in Algeria.  
Mentre nel Kuwait, una giornalista, veterana dei diritti umani e civili delle donne, Hedayah Sultan Al Salem è stata uccisa con un colpo di fucile mentre era ferma con la macchina ad un semaforo. 

AFGHANISTAN (8)

11 novembre:  Pierre Billaud, Volkler Hadloik e Johanne Sutton sono uccisi in un imboscata nel nord est del paese mentre accompagnavano il comandante dell’Alleanza del nord in un ispezione ad una truppa di talebani disertori. La camionetta su cui viaggiavano viene colpita da una granata. Johanne, 34 anni, francese, era inviata di Radio France International, Pierre, 31 anni, anche lui francese, era inviato dell'emittente radiofonica Rtl, Volker, 40 anni, tedesco, era fotografo del settimanale Stern.

19 novembre: Maria Grazia Cutuli, inviata de Il Corriere della Sera, Julio Fuentes, giornalista di El Mundo, Harry Burton, cameraman australiano dell'agenzia stampa Reuters, Azizullah Haidari, fotografo di origine afgana della Reuters sono uccisi in un imboscata. Fatti scendere dalla camionetta su cui viaggiavano vengono rapinati e ammazzati con alcuni colpi alla schiena.

27 novembre: durante una rapina nella cittadina di Taloqan, muore Ulf Stromberg, 42 anni, operatore dell’emittente svedese TV4.

ALGERIA (2)

14 giugno: Fadhila Nedjma e Adel Zerrouk, rispettivamente del settimanale Enchouruk e del quotidiano Erray, sono uccisi durante la marcia di protesta pro-democratica della popolazione di etnia berbera in Algeria trasformata in una guerriglia fra polizia e manifestanti. Nedjima viene investito da un pullman che usciva da un garage in fiamme, mentre Zerrounk viene travolto dai manifestanti. Circa novecento persone rimangono ferite nella manifestazione. 

ANGOLA (1)

8 luglio: Alegria Gustavo, giornalista della redazione locale dell’emittente radiofonica pubblica Radio Nazionale Angola a Huambo, viene uccisa al termine di una festa. 

BANGLADESH (2)

21 aprile: Nihar Ali, 36 anni, corrispondente del quotidiano in lingua bengalese Anirban, è percosso a morte dopo esser stato rapito dalla sua abitazione a Dumuria Upazila, nel versante nord ovest del Bangladesh. I rapitori gli spaccano le gambe e braccia e lo pugnalano più volte. Secondo la polizia, i rapitori potrebbero essere dei terroristi di estrema sinistra. Alcune fonti sostengono che il giornalista sia stato assassinato per i suoi articoli sulle attività criminali locali.   

22 Luglio: Ashan Ali, quarantenne corrispondente del quotidiano di Dhaka, Juganta, viene trovato morto in un canale. Ha il viso sfigurato dall’acido ed è legato mani e piedi. Ali era sparito il 20 luglio ed aveva ricevuto diverse minacce. Secondo i suoi colleghi di lavoro è stato ucciso per le sue inchieste giornalistiche. 

BOLIVIA (1)

29 luglio: Juan Carlos Encinas, giornalista reporter del programma d’informazione “Enlace” di Canale 21, viene ucciso mentre seguiva il conflitto fra due organizzazioni per ottenere il controllo delle cooperative di minatori a  El Alto, a 19 km da La Paz. Encinas si trovava presso la miniera quando un folto gruppo di aggressori hanno circondato il luogo ed aperto il fuoco. Il giornalista viene colpito al bacino e muore dopo alcune ore. Due membri dell’aeronautica vengono sospesi dal servizio per aver fornito le armi ai banditi. 

CINA (1)

15 gennaio: Feng Zhaoxia, 48 anni, giornalista investigativo del giornale Gejie Daobao,viene trovato con la gola tagliata a Xi’an. Secondo alcuni amici del giornalista, Feng è stato visto vivo l’ultima volta mentre usciva di casa dopo aver ricevuto una misteriosa telefonata. Le forze di polizia hanno chiuso il caso annoverandolo fra i “suicidi”, ma i familiari del giornalista stanno richiedendo in tutti i modi che vengano riaperte le indagini. Feng aveva scritto una lunga serie di articoli sulla corruzione ed i legami fra bande criminali e membri del governo regionale della provincia di Shaanxi. Sembra che negli ultimi tempi il giornalista avesse ricevuto svariate minacce, e per prudenza avesse spostato la sua residenza. 

BRASILE (1)

16 agosto: Mario Coelho De Almeida Filho, 42 anni, redattore di A verdade, pubblicato a Magè, nello stato di Rio, viene colpito da quattro proiettili sparati da uno sconosciuto mentre rientra nella sua abitazione. L’omicidio ha luogo il giorno prima di un importante processo nel quale il giornalista doveva testimoniare per una querela fatta a suo danno dal primo cittadino di Duque de Caxias. Amici, parenti e colleghi ritengono che l’omicidio del giornalista sia legato alle numerose inchieste e d articoli sulla corruzione all’interno dell’amministrazione comunale. 

COLOMBIA (11)

27 aprile: Flavio Bedoya, 52 anni, corrispondente regionale del settimanale di area comunista Voz, viene ucciso nella cittadina portuale di Tumaco nel dipartimento di Narino. I suoi colleghi confermano che il giornalista aveva ricevuto minacce di morte per i suoi articoli sulle attività criminali di gruppi paramilitari dell’estrema destra.

30 aprile: Carlos Alberto Trespalacios, 33 anni, viene colpito da tre proiettili sparati da un uomo mascherato a Medellin. Il giornalista, che era stato cronista sportivo prima di diventare responsabile dell’Istituto per lo Sport e Ricreazioni di Medellin, aveva riferito alle autorità competenti di aver ricevuto diverse minacce. Il motivo del suo assassinio rimane tuttora sconosciuto.

3 maggio: Yesid Merulanda, trentunenne giornalista sportivo del notiziario Notipacifico TV News, è raggiunto da sei proiettili alla testa nella città di Calì . L’omicidio viene rivendicato da un gruppo paramilitare di estrema destra nonostante il padre del giornalista abbia dichiarato che il figlio non avesse mai subito nessuna minaccia.

17 maggio: Edgar Tabera Gaona, 38 anni, impegnato in un’emittente radiofonica locale, viene colpito a morte da un gruppo d’estrema sinistra a Guespa, nel dipartimento di Santander. Secondo gli investigatori i banditi potrebbero far parte delle FARC.

27 giugno: Pablo Emilio Parra Castaneda, giornalista radiofonico cinquantenne viene ucciso da un gruppo di guerriglieri d’estrema sinistra. Parra, che oltre a lavorare per l’emittente radiofonica, Planadas Cultural FM Stereo, coordinava le attività della Croce Rossa Colombiana, viene rapito dalla sua abitazione a Planadas, e giustiziato con due colpi d’arma da fuoco alla testa.

4 luglio: Arquimedes Arias Henao, 39 anni, redattore dell’emittente radiofonica Fresno FM stereo, viene colpito da tre proiettili sparati da uno sconosciuto.

6 luglio: Josè Dubie Vasquez, redattore dell’emittente radiofonica La voz de la selva, collegata al network di Radio Caracol, viene raggiunto da due proiettili sparati da due uomini a bordo di una moto mentre usciva dal suo ufficio a Florencia, nel dipartimento di Caquetà. La sua morte sembra collegata agli omicidi di altri due giornalisti della stessa radio uccisi da guerriglieri dell’estrema sinistra nel 2000; si trattava di Alfredo Abad Lopez e Guillermo Leon Agueldo. Gli uomini delle FARC avevano precedentemente dichiarato che la famiglia Turbay, proprietaria dell’emittente, era un obiettivo militare.

8 luglio: Jorge Enrique Urbano Sanchez, radiocronista 53enne, viene ucciso nella cittadina portuale di Buenaventura. Ad Urbano Sanchez, che lavorava per l’emittente locale Mar Estereo, sparano mentre siede ad un bar. I suoi familiari hanno riferito che il giornalista riceveva da tempo minacce telefoniche.

16 luglio: Eduardo Estrada Guiterrez, redattore di una radio comunitaria, viene ucciso mentre mangia in un ristorante a San Pablo, nel dipartimento di Bolìvar. Il giornalista era anche presidente dell’Associazione per lo Sviluppo della Cultura e della Comunicazione, (ADECOSAN), collegata con AREDMAG, network di radio comunitarie di Magdalena.

14 novembre: Heriberto Cardenas, 52 anni, viene assassinato nella cittadina di Buenaventura. Cardenas, che aveva lavorato con diverse emittenti radiofoniche e aveva collaborato anche con i quotidiani nazionali El tempo e El Espectador, stava guardando la televisione con il nipote diciassettenne quando gli aggressori fanno irruzione nella casa ed uccidono i due uomini.

23 dicembre: Alvaro Alonso Escobar, proprietario del settimanale Region a Fundacion, nel dipartimento di Magdalena, viene ucciso nella sua casa. Uno sconosciuto gli spara tre colpi alla testa prima di dileguarsi su una moto. Alvaro si occupava di cronaca nelle città di Fundacion, Aracataca, El Reten, San Angel e Pivijai, dove è costante l’attività di guerriglieri paramilitari. 

COSTA RICA (1)

7 luglio: Parmenio Medina, produttore e presentatore del programma radiofonico “La patata” trasmesso da Radio Monumental a San Josè, viene ucciso a Santo Domingo De Heredia. Negli ultimi mesi, il giornalista, colombiano di nascita e noto per le sue inchieste sulla corruzione, aveva ricevuto molte minacce regolarmente denunciate alle forze dell’ordine. Nel maggio precedente alcuni sconosciuti avevano sparato colpi di arma da fuoco contro la sua casa. 

ESTONIA (1)

10 marzo: Vitaliy Khaitov, caporedattore del quotidiano in lingua russa, Estoniya, e del trisettimanale Vesti Nedelya Plus, viene ucciso con due colpi d’arma da fuoco alla testa mentre è seduto nella sua automobile in un quartiere della capitale. Nella primavera precedente, anche il figlio 32enne del giornalista era stato ucciso in un aggressione simile. Il motivo dell’omicidio, per il quale non è stato individuato nessun colpevole, sembra essere stata la corruzione dilagante all’interno del corpo di polizia. 

FILIPPINE (3)

3 gennaio: Rolando Ureta, redattore dell’emittente radiofonica DYKR, collegata a Radio Mindanao, viene assassinato da un commando di diverse persone nella provincia di Aklan. Ureta aveva appena finito di trasmettere il programma della notte e stava rincasando in motocicletta quando un sicario, anch’egli su una moto, lo ha affiancato per sparargli. I giornali locali hanno dichiarato che il giornalista è stato assassinato per i suoi articoli su corruzione e trafficanti di droga.

24 febbraio: Mohamad Yudop, 42 anni, speaker di DIXD Radio del network delle radio islamiche, viene ucciso da due individui mentre rientrava a casa in motocicletta verso Pagdanian City, nell’isola di Mindanao. Nessuno ha rivendicato il suo omicidio.

30 maggio: Candelario Cayona, 27 anni, viene ucciso da due sicari a Zamboanga, nel sud delle filippine. Cayona, era uno speaker di DIXD Radio, emittente che aveva causato l’ira delle forze dell’ordine per aver trasmesso un’intervista ad un membro di un gruppo di fondamentalisti islamici. 

FRANCIA (1)

17 giugno: Nicolas Giudici, giornalista e scrittore, viene rinvenuto morto nel fiume di Piedigriggio, nel nord della Corsica, con due proiettili in testa. I resti della sua automobile bruciata sono stati ritrovati a cinquanta km più a valle. Giudici si era occupato a lungo dei gruppi di separatisti attivi nell’isola, per i quotidiani Corse Matin e Nice Matin. Nel 1997 aveva scritto un romanzo critico sulla società corsa: “Il crepuscolo dei corsi”. 

GEORGIA (1)

26 luglio: Georgy Sanaya leggeva il telegiornale per la televisione nazionale indipendente Rustavi-2, ed era uno dei giornalisti più famosi del paese, quando, improvvisamente sparito dal lavoro, è stato ritrovato dalla polizia con un proiettile conficcato nella nuca. 

GUATEMALA(1)

5 settembre: Jorge Minor Alegria Armendariz, 38 anni, presentatore di un programma radiofonico trasmesso da Radio Amatique, che trasmette da Puerto Barrios per tutto il distretto di Izabal, viene colpito a morte da un proiettile vicino alla sua abitazione.  Un uomo è stato arrestato per l’omicidio. Secondo la polizia, il giornalista da tempo riceveva svariate minacce perché denunciava regolarmente il “malaffare” dell’amministrazione regionale e locale, incoraggiando gli ascoltatori a fare altrettanto in diretta, tesi che anche i colleghi hanno confermato. 

HAITI (1)

3 dicembre :  Brignol Lindor, 32 anni, redattore dei notiziari di Radio Echo 2000, viene ucciso a colpi di machete in uno scontro fra i sostenitori del presidente Jean Bernard Aristide ed il blocco dell’opposizione del partito democratico, nella cittadina costiera di Petit-Goave, a 50 km dalla capitale Port Au Prince.  Secondo la testimonianza di amici e parenti del giornalista, i suoi assassini erano sicuramente sostenitori del governo che hanno teso un imboscata  a Lindor e al suo autista. Il giornalista aveva denunciato alla polizia di aver ricevuto minacce dopo aver invitato ad intervenire al suo programma i membri dell’opposizione. 

INDONESIA (1)

18 febbraio : Rusli Radja, 47enne giornalista del settimanale Pena Lestari, viene trovato morto accanto al cadavere di un civile sulla strada per East Langsa, nella provincia di Aceh dove i gruppi di separatisti sono molto attivi sin dagli anno ‘70. 

JUGOSLAVIA (1)

11 giugno: Milan Pantic, 47 anni, corrispondente del quotidiano Vecernje Novisti, viene ucciso nella città di Jagodina, nella Serbia centrale. Il giornalista è stato colpito più volte alla testa da un oggetto contundente e affilato da aggressori mai identificati, mentre ritornava verso casa. I suoi colleghi riferiscono che Pantic avrebbe ricevuto diverse minacce in risposta ad i suoi articoli usciti sul quotidiano di Belgrado. 

KOSOVO (2)  

29 marzo: Kerem Lawton, trentenne, redattore dell’Associated Press News Television, viene ucciso dallo scoppio di una granata che colpisce l’auto su cui viaggiava vicino al confine macedone nel villaggio di Krevnik. Lawton aveva seguito il conflitto sin dall’inizio. La responsabilità per la sua morte è da attribuire ad ambedue le parti in campo.

19 ottobre: Bekim Kastrat, un reporter del quotidiano in lingua albanese Bota Sot, viene ucciso vicino alla cittadina di Srbica, a nord est della capitale Pristina. Gli aggressori ffiancano la sua auto e cominciano a sparare con i mitra uccidendo un'altra persona e ferendone una terza. 

KUWAIT (1)

20 marzo: Hidaya Sultan al-Salem, sessantaseienne proprietaria del settimanale Majales, viene uccisa da un poliziotto mentre si trova nella sua auto ferma ad un semaforo. L’ufficiale di polizia, in seguito condannato a morte, avrebbe detto d’aver assassinato la giornalista in quanto si era sentito offeso da un suo articolo apparso sul settimanale. 

MEXICO(2)

19 febbraio: Josè Luis Ortega Mata, 37enne redattore del settimanale Seminario de Ojinaga, viene ucciso con alcuni colpi alla testa. Il fatto che l’omicida non abbia preso il suo portafogli esclude il motivo della rapina. Alcuni giorni prima Ortega aveva pubblicato degli articoli sul traffico di stupefacenti nella regione, in seguito ai quali aveva ricevuto diverse minacce.

24 marzo : Saul Antonio Martinez Guiterrez, redattore del quotidiano El Imparcial, nella città di frontiera di Matamoros nello stato di Tamaulipas, viene trovato morto con quattro pallottole in testa. Il corpo del giornalista è stato trovato dalla polizia sul sedile posteriore del suo  furgone vicino alla cittadina di Rio Bravo, ed identificato dal padre, proprietario del quotidiano.

Guiterrez stava svolgendo un’inchiesta sui trafficanti di droga della regione, ed era stato più volte minacciato di morte. 

PALESTINA (3)

17 gennaio: Hisham Mekki, responsabile della televisione palestinese, viene ucciso a Gaza da tre uomini dal volto coperto che gli sparano alla testa e al petto. La Brigata dei martiri di Al-Aqsa hanno rivendicato la responsabilità dell’omicidio. Il gruppo ha dichiarato di aver ucciso Mekki in quanto membro del movimento di Arafat che, secondo loro, non aveva preso provvedimenti contro gli ufficiali corrotti.

31 luglio: Mohammad Bishawi e Othman Ibrahim Qatanani rimangono uccisi durante una operazione militare contro un palazzo di Nablus, cittadina delle West Bank. Bishawi aveva 27 anni ed era un fotoreporter per il quotidiano locale Al Hayat Al Madida, per il settimanale arabo-israeliano Saut Haq, nonché collaboratore del sito web Islamonline. Qatanani aveva 24 anni e lavorava nella redazione di Nablus del quotidiano Al Quds, per l’agenzia KONA e per Islamonline. Ambedue sono morti quando l’ufficio del centro del movimento islamico di ricerca è stato colpito da due missili. Otto  in tutto le vittime. 

PARAGUAY (1)

5 gennaio: Salvador Medina era un coordinatore e portavoce del direttivo delle stazioni radio comunitarie Nemity, a Capibary, 180 km a nord ovest della capitale. Viene mentre viaggiava sulla moto guidata da suo fratello. I familiari del giornalista hanno dichiarato che Medina riceveva minacce di morte ogni qual volta che faceva una denuncia per radio. Altri hanno dichiarato che il giornalista potrebbe esser stato ucciso per rappresaglia in seguito agli articoli scritti da un altro fratello giornalista del quotidiano nazionale ABC Color. 

REGNO UNITO (1)

28 settembre: Martin O’Hagan, 51 anni, era un giornalista investigativo che lavorava nel nord Irlanda per il quotidiano di Dublino Sunday World, viene colpito a morte da una raffica di proiettili mentre rientrava a casa dal pub con la moglie. Un gruppo paramilitare protestante, “I difensori della mano rossa”, rivendica l’omicidio. 

RUSSIA (1)

18 settembre: Eduard Markevich, 29 anni, redattore del Novi Reft, di Retfinskey, nella regione di Sverdlosk, viene ritrovato morto con un proiettile nella schiena. Secondo i colleghi di lavoro, il quotidiano denunciava spesso i comportamenti dei politici locali, ed il giornalista era gia stato minacciato in passato per questo stesso motivo. 

SPAGNA (1)

24 maggio: Santiago Oleata Elejabarrieta, 54 anni, amministratore capo del quotidiano regionale El Diario Vasco, viene con sette colpi d’arma da fuoco mentre posteggiava la sua auto nel parcheggio dell’ospedale nella città di San Sebastian, dove si era recato per ricevere cure ad una spalla. Secondo la polizia l’omicidio è da imputare al gruppo di separatisti baschi conosciuto come ETA. 

STATI UNITI (2)

11 settembre: Willim Biggart, fotografo freelance, rimane ucciso nell’attacco terroristico dell’11 settembre. Il suo corpo è stato ritrovato fra le rovine di Ground Zero il 15 settembre. Il fotografo, che si era affrettato sul luogo dell’attacco, era membro dell’agenzia Impact Visual.

5 ottobre: Robert Stevens, redattore di American Media INC. che pubblica The national enquires ed altri inserti di quotidiani, muore dopo aver inalato dell’antrace contenuta in una busta da lettere. Al 19 ottobre sono stati quaranta gli americani che sono stati esposti all’antrace, compresi gli operatori di altri media come ABC, CBS, NBC, ed il New York Post.  

THAILANDIA (1)

10 aprile: Withayut Sangsophit, 55 anni, impiegato nell’emittente radiofonica Home media, nella provincia di Surat Thani, viene colpito da alcuni proiettili mentre entrava nella stazione radio per iniziare la trasmissione del mattino. E’ probabile che sia stato ucciso per le sue denunce di corruzione all’interno dell’amministrazione locale. Già l’anno precedente, era stato messo sotto la protezione della polizia in seguito ad un attentato alla sua vita.  

UKRAINA (2)

24 giugno : Oleh Breus, redattore del settimanale regionale XXI Vek, viene ucciso da due uomini sulla porta di casa nella cittadina di Luhansk. Il movente dell’omicidio è tuttora sconosciuto, per quanto i suoi colleghi di lavoro hanno dichiarato di aver ricevuto tutti minacce nei mesi precedenti. Breus stesso era scampato ad un attentato nel dicembre del 2000.

7 luglio: Ihor Oleksandrov, direttore della televisione e radio libera TOR, con sede a Slavyansk, muore per le percosse di un aggressore arrivato nel suo ufficio armato di mazza da baseball. I media locali ritengono che l’omicidio sia collegato alle inchieste sulla corruzione e sul crimine locale.
 

Per ulteriori informazioni e per scriverci: isf@fol.it