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  Siria: rilasciato cyberdissidente dopo 27 mesi di prigione
 

13 settembre 2007  
Arrestato il 29 maggio 2005 nella città di Tartous, 130 km a nord di Damasco, il cyberdissidente Habib Saleh era stato condannato il 16 agosto 2006, a tre anni di prigione dopo un processo farsa sostenuto davanti al tribunale militare di Homs con l'accusa di “propaganda di informazioni false”, per aver pubblicato sul web, specialmente sul sito elaph.com, molte lettere indirizzate al partito Baas, nelle quali criticava il regime. Collaboratore del quotidiano privato libanese 'An-Nahar', Habib Saleh era già stato arrestato nel 2001, con altri nove militanti democratici. Riconosciuto colpevole, nel maggio 2002, di "tentativo di cambiare la Costituzione con metodi illegali", di "incitamento al dissenso religioso e alla sedizione", di "propaganda di false informazioni" e di "tentativo di nuocere all'immagine dello Stato" era stato condannato a tre anni di prigione. Dall'ascesa al potere del presidente Bachar el-Assad, la Siria è diventata uno dei buchi neri mondiali di Internet, con il sistematico filtraggio delle pubblicazioni di opposizione in linea e una continua repressione dei dissidenti e giornalisti indipendenti.
(Fonte: Rsf)
   
   

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