24 settembre 2007
“Le leggi speciali che sono state
imposte in Bangladesh dallo scorso marzo creano un’atmosfera che si presta a
minacce e persecuzioni, che si ripercuotono spesso sui giornalisti”. Ad
affermarlo congiuntamente sono l'Human Rights Watch, il Committee to Protect Journalists,
l'International Federation of Journalists e Reporters
sans frontières. In
alcuni distretti del Paese l’esercito ha minacciato e intimidito dei reporter, e altri
media hanno ricevuto telefonate da parte di ufficiali dei servizi segreti che li
avvisavano di non pubblicare notizie sensibili per la sicurezza nazionale.
Questi avvertimenti hanno causato un diffuso fenomeno di autocensura, in
particolare presso le stazioni televisive e radiofoniche. Il governo ad interim
ha inoltre sospeso l’unico canale di informazione privato 24 ore su 24 con il
pretesto che questo avesse operato con una falsa licenza di trasmissione. Un
altro canale privato Ekushey Television, è stato avvertito di non trasmettere
notizie “sediziose”. La censura del governo è arrivata a togliere due articoli
del quotdiano 'The Economist' riguardo la politica del Bangladesh e le proteste contro il
governo.