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  Myanmar (ex Birmania): continua la repressione ma nascono nuove forme di proteste, come quella di spegnere la TV di stato quando trasmette i notiziari ufficiali

4 ottobre 2007   

Con le strade sotto il controllo dei militari, internet e vie telefoniche fuori uso e la paura di uscire di casa, la popolazione ha escogitato nuove e più “silenziose” forme di protesta. Secondo quanto riportano le agenzie internazionali, sempre più numerosi abitanti di Yangon (l'ex capitale Rangoon) hanno deciso di spegnere il televisore durate le ore serali, quando l’emittente di Stato trasmette il notiziario ufficiale. Altri, nello stesso arco di tempo, tengono invece spente tutte le luci di casa. L’iniziativa, diffusa con il passa parola, intende mandare un chiaro messaggio al regime: “Rifiutiamo di ascoltare e credere a ciò che dice il governo”, spiegano alcuni degli aderenti. Ogni sera alle 8 la tv per un’ora trasmette la “verità” della giunta sulla situazione nel Paese: i notiziari definiscono le dimostrazioni di piazza come una campagna orchestrata dai governi occidentali e da dissidenti all’estero per destabilizzare il Myanmar; mostrano, inoltre, massicce manifestazioni a favore del governo, inscenate ad hoc per contrastare l’impatto di quello guidate dai monaci.
(Fonte: Asia News)
   
   

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