torna alla home page

 

 

  Bruxelles chiede la libertà di stampa in turchia

9 ottobre 2007 

 E' stato approvato con quarantotto voti a favore e tre astenuti il rapporto sulla Turchia presentato alla commissione affari esteri del parlamento europeo. Redatto da Ria Oomen-Ruijten, il rapporto sarà sottoposto al voto del parlamento il 24 ottobre. Tra i punti salienti del documento vi è il giudizio negativo della continua applicazione dell'articolo 301. L'articolo 301 è quello che regola la libertà di stampa e di espressione che, sottolinea il rapporto, «deve essere la priorità principale per il governo turco». Pur apprezzando l'impegno a continuare nel processo di riforme avviato un paio di anni fa dichiarato dal nuovo governo di Recep Tayyip Erdogan, il rapporto europeo chiede che l'articolo 301 venga rapidamente modificato. Proprio in questi giorni si è concluso il primo grado del processo contro lo scrittore e regista Umur Hozatli che in un articolo pubblicato da Ulkede Ozgur Gundem e intitolato «uomini irritanti» criticava la polizia e il sistema giudiziario turco. L'articolo è stato pubblicato nel novembre del 2006. Sotto processo per aver insultato le forze di polizia e la magistratura, Hozatli ha detto in tribunale che il suo scopo «non è quello di insultare la polizia o il sistema giudiziario. Ho scritto questo articolo - ha detto - per criticare gli errori che ho visto commettere dalla polizia e dal sistema giudiziario. Io amo il mio paese - ha aggiunto nella sua deposizione - e proprio perché amo il mio paese è mio dovere criticare e denunciare gli errori che vedo con i miei occhi». La frase dell'articolo che è costata il processo allo scrittore dice: «La polizia turca è famosa per non lavorare con una mentalità di polizia, ma per cercare di diffondere la paura e trarre da questa paura benefici. Non importa se le persone sono innocenti o colpevoli. Uomini annoiati decidono di collaborare con giudici e avvocati che hanno la stessa cultura della paura. Identificano persone e gruppi che non hanno la loro stessa opinione, persone che trovano irritanti, le fanno arrestare, le accusano di essere terroristi. La polizia turca, assieme a giudici e procuratori lavora come una organizzazione che produce terroristi». Il 27 settembre scorso Hozatli è stato condannato a sei mesi di carcere perché colpevole di aver «diffamato le forze di sicurezza dello stato a mezzo stampa». La sentenza è stata commutata in una multa di circa duemila euro. Lo scrittore ha presentato ricorso.
(Fonte: il Manifesto)
   
   

torna alla home page

   

per ulteriori informazioni e per scriverci: direttore.isf@libero.it