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  Egitto: ai giornalisti frustate!

12 ottobre 2007 

di Marc Innaro
“E’ ormai chiaro che il grande Imam di Al-Azhar è la frusta del regime al potere”. Questo il commento durissimo del Sindacato dei giornalisti egiziani alle dichiarazioni della massima autorità dell’Islam sunnita sull’opportunità di infliggere la pena di 80 frustate a chi diffonde notizie false. Lunedì 8 ottobre, nel corso della ricorrenza religiosa di Leylat-al-Qadr, lo sheikh Mohamed Sayed Tantawi aveva espresso questa opinione, alla presenza del presidente egiziano Hosni Mubarak. E lo aveva fatto, ricordando che un versetto del Corano condanna a 80 frustate chi, senza prove, accusi una donna di adulterio. “La punizione riguarda uomini e donne - aveva subito aggiunto - e si applica a chiunque ferisca ingiustamente l’onore e la dignità di chiunque”. Chi lo ascoltava aveva però immediatamente compreso che il Grande Imam si riferiva proprio ai giornalisti che a fine agosto avevano dato grande risalto alle voci insistenti, rivelatesi poi infondate, di una grave malattia del presidente egiziano. Gli stessi giornalisti che erano stati condannati in primo grado,due2 settimane fa, ad un anno di carcere proprio “per aver diffuso notizie false e tendenziose”. Alla condanna di un Tribunale cairota aveva fatto seguito, domenica scorsa, la clamorosa serrata di 22 giornali indipendenti per protestare “contro i gravi tentativi di censura e contro la repressione della libertà di stampa”. Con un tardivo quanto maldestro dietrofront, lo sheikh Tantawi ha successivamente precisato che le sue parole non erano da intendersi riferite esclusivamente ai giornalisti. Ma questo non ha impedito al sindacato di diramare, ieri, un comunicato di fuoco, in cui si accusa Tantawi di fornire dell’Islam un’immagine deformata e di  incitare alla violenza. Quasi a dire: se proprio ci deve essere qualcuno da frustare, ebbene quello è  lui, il Grande Imam di Al-Azhar. 
(Fonte: Articolo 21)
   
   

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