Libertà di
informazione: nuova sentenza della Corte di Strasburgo condanna la Moldova
22
ottobre 2007
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha emesso la scorsa settimana
un'altra sentenza riguardante la libertà di informazione. Il tribunale di
Strasburgo ha condannato infatti la Moldova a risarcire un giornalista
condannato dai tribunali nazionali per aver richiamato in un articolo i legami
di un parlamentare e dei suoi parenti con la cattiva gestione dei trasporti
pubblici. I giudici europei hanno ritenuto, all'unanimità, che c'era stata una
violazione dell'articolo 10 (libertà di espressione) della Convenzione europea
dei diritti dell'uomo ed ha assegnato ai ricorrenti 2.500 euro ciascuno per
danni morali e 1.800 euro per i costi e le spese. I ricorrenti arano 'Tara', un
giornale con sede a Chisinau, e Petru Poiata, che nel mese di ottobre e novembre
2002 aveva pubblicato due articoli su 'Tara', in cui si asseriva che un deputato
e leader di un partito comunista in Parlamento, era stato coinvolto nella
cattiva gestione di una rete di distribuzione e di trasporto pubblico. Stepaniuc
aveva citato in giudizio per diffamazione il giornale e l'autore. Nel gennaio
2003 i tribunali locali avevano deciso in favore del deputato e ordinato il
pagamento di una ammenda e la pubblicazione delle scuse sul giornale. I
ricorrenti avevao presentato ricorso, sostenendo che essi avevano fondato le
loro inchieste su una lettera scritta dal manager di una delle società di
autobus e su dichiarazioni di conducenti di autobus. Il ricorso era stato
respinto e pertanto il caso era' giunto alla Corte di Strasburgo a settembre
2003 invocando l'articolo 10 della convenzione.
(Fonte: Osservatorio sulla legalità
e sui diritti)