Iraq:
taglia di diecimila dollari per un giornalista, vivo o morto
23
ottobre 2007
Reporters
sans frontières chiede alle autorità irachene di creare urgentemente un
programma di protezione per i professionisti dell'informazione. Un
corrispondente della televisione pubblica Al-Irakiya a Diyala è stato
recentemente minacciato di morte da un gruppo armato locale e almeno sei
professionisti dell'informazione sono stati uccisi in questa provincia a
nord-est di Bagdad. "E' fondamentale che le autorità cerchino almeno di
garantire l'incolumità e la sicurezza dei giornalisti. Se nulla verrà fatto, un
numero crescente di professionisti dei media iracheni saranno costretti a
lasciare il Paese o cambiare mestiere. Il pluralismo dell'informazione,
conquistato così dolorosamente in Iraq, è di nuovo in pericolo", ha dichiarato
l'organizzazione. "La creazione di un programma di protezione, per i giornalisti
che scelgono di avvalersi del sostegno delle autorità, potrebbe dissuadere i
gruppi armati e limitare il numero dei loro attacchi. Delle ronde di
sorveglianza, dei contatti telefonici regolari con i media o la protezione di
agenti di scorta rappresentano alcune delle soluzioni in grado di rassicurare i
giornalisti iracheni ed aiutarli ad uscire dalla clandestinità alla quale sono
spesso condannati", ha precisatoReporters sans
frontières. Secondo quanto riferisce l'Associazione irachena per la difesa
dei diritti dei giornalisti, il gruppo armato "La Nazione islamica irachena" ha
affisso, lo scorso 20 ottobre, sui muri delle moschee e di vari edifici
centrali, dei manifesti su Mohammed Ali (con una sua foto), corrispondente della
televisione pubblica Al-Irakiya nella provincia di Diyala, descrivendolo come un
"infedele" e un "criminale". Il gruppo offre una ricompensa di 10 000 dollari a
chi lo ucciderà o permetterà loro di ritrovare il giornalista vivo. Secondo
l'organizzazione irachena, Mohammad Ali ha provocato la collera dei militanti
della Nazione islamica irachena per aver denunciato a più riprese i loro crimini
nei suoi reportage. Almeno sei giornalisti sono stati uccisi nella provincia di
Diyala dall'inizio del conflitto nel mese di marzo 2003. La situazione della
sicurezza è notevolmente peggiorata, in particolare a causa della presenza di un
numero crescente di milizie armate che sono state allontanate dalla capitale
dalle forze irachene e americane. Il 20 ottobre 2007, all'alba, un gruppo di
persone ha appiccato il fuoco alla redazione del quotidiano Achrakat Al-Sadr,
organo di stampa del movimento sadrista, situata nella periferia Al Baladiyat, a
est di Bagdad.