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  Rapporto dell'Unione europea boccia la Turchia: mancano libertà

31 ottobre 2007 
 
Il rapporto annuale che la Commissione europea pubblicherà martedì prossimo sui progressi della Turchia sarà estremamente critico nei confronti dell'esercito di Ankara, accusato di invasioni «fuori campo» durante la crisi politica della scorsa primavera. Il documento contiene giudizi severi sulla libertà di espressione e religione nel Paese, sui diritti sindacali, la lotta alla corruzione e sulla mancata apertura degli scali turchi a navi e aerei provenienti dalla Repubblica di Cipro. Ma non si pronuncia sulla crisi tra Turchia e Iraq, limitandosi ad osservare che «c'è stato un ulteriore aumento degli attacchi terroristi del Pkk, che è nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Ue». «L'esito della crisi costituzionale della primavera 2007 ha riaffermato il primato del processo democratico», sostiene Bruxelles. «Ciononostante, l'esercito ha assunto delle posizioni su questioni che sono fuori dal loro campo, e la piena supervisione civile dell'esercito e il controllo parlamentare delle spese di difesa devono ancora essere introdotte», ammonisce il documento, che sarà presentato dal commissario Ue all'Allargamento Olli Rehn il 6 novembre. I militari turchi, guidati dal generale Yasar Buyukanit, sono accusati anche di aver tentato «più volte di limitare la ricerca accademica e il dibattito pubblico in Turchia, in particolare sulle questioni di sicurezza e sui diritti delle minoranze». Inoltre l'esercito «ha preso di mira la stampa in varie occasioni», notano gli esperti di Rehn, che citano l'esempio della rivista Nokta. L'editore ha sospeso le pubblicazioni in aprile dopo un raid della polizia nella redazione, eseguito su indicazione della procura militare a seguito della pubblicazione di una serie di articoli sull'esercito.
(Fonte: l'Unità)
   
   

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