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  Somalia: chiusa anche Radio Banadir

14 novembre 2007 
 
“Questa mattina un gruppo di soldati si è presentato ordinandoci di bloccare le trasmissioni e lasciare l’edificio in base ad accuse talmente generiche che nemmeno ricordo”: più che arrabbiata, la voce di Ahmed Ali – il direttore di Radio Banadir a Mogadiscio – sembra rassegnata. Dopo Radio Shabelle e Radio Simba, costrette a interrompere le trasmissioni ieri, anche la sua emittente è costretta tacere. “Uomini armati hanno fatto irruzione intorno astamattina, terrorizzando gli impiegati” ha aggiunto Ahmed Ali commentando quello che sembra un nuovo atto della generale offensiva di militari etiopici e somali fedeli al governo di transizione contro i ribelli; un’offensiva che nelle ultime settimane ha portato a un numero imprecisato di vittime civili - 70 secondo alcune stime, solo ieri nove persone di una famiglia di dieci componenti che stava tentando di fuggire - a bombardamenti indiscriminati, a migliaia di nuovi sfollati. “Qui siamo al limite – dice ancora il direttore di Radio Banadir – oggi la situazione è calma, ma fino a ieri ci sono stati diversi combattimenti; e se provate a chiedermi quale siano i motivi di questa guerra, sinceramente non saprei cosa rispondere né da dove cominciare; qui basta poco per morire”. Uno scenario evocato ancora una volta ieri anche da John Holmes, responsabile delle attività umanitarie dell’Onu, che ha lanciato un appello: “Chiedo a chiunque in possesso di un’arma, faccia parte del governo, della ribellione o dell’esercito etiopico, di astenersi da attacchi sproporzionati e indiscriminati contro i civili”.
(Fonte: Misna)
   
   

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