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  IRAN: GIORNALISTI NEL MIRINO, NUOVA ONDATA DI ARRESTI

20 novembre 2007 
 
Abolfazl Abedini Nasr, giornalista del settimanale 'Bahar Ahwaz', è stato arrestato mercoledì nella città di Ahwaz, capoluogo del Khuzestan, la regione iraniana che si affaccia sul Golfo Persico, la cui maggioranza della popolazione appartiene all'etnia araba. Non è la prima volta che Abedini Nasr, 25 anni, viene arrestato. Due anni fa aveva passato 5 mesi in carcere, mentre nei mesi scorsi, mentre si occupava del lungo sciopero dei lavoratori dello zuccherificio Haft Tappeh, fu fermato per altre due volte dalle forze di sicurezza. Gli avvocati di Abedini Nasr non sono riusciti ancora a conoscere il luogo di detenzione del giornalista e i capi d'accusa. In questi giorni sono finiti in carcere anche tre giornalisti nel nord del paese, nella regione di Ghilan che si affaccia sul Mar Caspio. Arash Bahmani, Babak Mehdizadeh e Kouhzad Esmaili sono stati arrestati e rinchiusi nel carcere dopo che un tribunale regionali li aveva riconosciuti colpevoli di ''offesa alle autorità'' e ''diffusione di notizie false e tendenziose''. I tre avevano coperto un anno fa la visita del presidente Mahmoud Ahmadinejad nel nord del paese, criticando duramente l'operato del governo. Bahmani dovrà rimanere in carcere per 16 mesi, mentre gli altri due sono stati condannati a 4 mesi di reclusione. Inoltre non può lasciare la Repubblica Islamica, dove è trattenuta da 10 mesi, la giornalista francese di origini iraniane Mehrnoush Solouki. Rientrata in patria per la realizzazione di un documentario sulla guerra Iran - Iraq (1980-88), Solopuki è stata arrestata il 17 marzo. Rilasciata dopo un mese dietro una cauzione di 80mila euro, non può lasciare il paese per rientrare in Canada, dove vive e lavora. Da allora Solouki vive all'interno dell'ambasciata francese. La prima udienza del processo della giovane regista si è tenuta domenica. Solouki, che aveva ottenuto tutti i permessi necessari per realizzare il suo documentario, è accusata di ''propaganda contro il sistema''. Nel carcere di Sanandaj continua lo sciopero della fame di Adnan Hassanpour, il giornalista del settimanale curdo Asu ('Le onde'), la cui condanna alla pena capitale è stata confermata di recente dal Tribunale Supremo di Teheran. Hassanpour è accusato di spionaggio a favore di potenze straniere per aver rilasciato interviste ai media americani. Il prossimo 30 novembre Hassanpour riceverà il premio Città di Siena-Isf per la libertà d'informazione. Alla cerimonia che si svolgerà nel Comune di Siena saranno presenti la sorella e uno dei difensori del giornalista.
(Fonte ADN Kronos International)
   
   

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