Iran: 24 caffé Internet chiusi e 23
persone arrestate
18
dicembre 2007 Reporters sans frontières condanna la
decisione della polizia di Teheran di chiudere 24 caffé Internet, lo scorso 16
dicembre 2007, nella capitale. Inoltre, 23 persone, tra le quali vi sono 11
donne, sono state arrestate dalla polizia con l'accusa di "comportamento
immorale". "E' l'ennesima espressione di una radicalizzazione della politica
governativa in materia di libertà di espressione, in particolare nei confronti
delle donne. L'accusa mossa nei confronti delle persone arrestate è confusa,
vaga. In verità queste persone non hanno in nessun modo compromesso la moralità
della Repubblica. Si sono semplicemente connesse a dei siti di "socializzazione"
o a dei forum di discussione on-line. Condanniamo con forza questa decisione
liberticida e chiediamo che i caffé Internet vengano riaperti e che queste 23
persone vengano rilasciate", ha dichiarato l'organizzazione. Secondo quanto ha
riferito la polizia locale, 170 caffé e caffé Internet sono stati informati del
rischio di chiusura, lo scorso 15 dicembre 2007. Questi episodi accompagnano un
ulteriore giro di vite che riguarda il codice vestimentario imposto dall'Islam
alle donne iraniane, campagna lanciata nel mese di aprile 2007. E' sconsigliato
vestirsi "all'occidentale" (pantaloni stretti, stivali alti, etc.). Inoltre, le
due cyberfemministe,Maryam Hosseinkhah e Jelveh Javaheri, si
trovano ancora nel carcere di Evin (nord di Teheran). Giornalista per i siti
Internet Zanestan e WeChange, Maryam Hosseinkhah, 32 anni, è
imprigionata dal 18 novembre. Jelveh Javaheri, 30 anni, è stata arrestata il 1
dicembre. Sono state entrambe fermate per "pubblicazione di informazioni false",
e per "pubblicità contro la Repubblica islamica". Altri capi di accusa
aggraverebbero il loro caso e il pagamento della cauzione (95 000 euro per
Maryam Hosseinkhah e 50 000 euro per Jelveh Javaheri) non rappresenta più oggi
la certezza di un rilascio. La politica censoria del governo iraniano è una
delle più repressive al mondo. Da un anno, i siti Internet di informazione che
si occupano di Iran devono essere registrati presso il ministero della Cultura.
Il Consiglio dei ministri ha inoltre definito i criteri secondo i quali un sito
Intenet può essere considerato "illegale" : le pubblicazioni che insultano
l'Islam o le religioni monoteiste, quelle che danno voce alle "ideologie
separatiste", quelle che pubblicano informazioni false o che violano la privacy
degli individui.