Egitto: rifiutata la richiesta di chiusura di
una cinquantina di siti Internet, decisione definita "storica"
03.01.2008 -
La corte della commissione di stato egiziana ha deciso di lasciare accessibili
51 siti Internet accusati di "diffamare il presidente della Repubblica".
L'accusa era stata proposta, l'11 marzo 2007, da Abdel
Fattah Mourad, presidente della corte di appello della città di Alessandria.
Tra i siti chiamati in causa vi era quello dell’organizzazione Arabic network for human
rights information, e i blog Baheyya e Gharbeia, molto popolari nel
Paese. La corte della commissione di stato ha
riconosciuto ai siti incriminati lo status di semplice 'ospitante', per cui
erano da ritenersi non responsabili dei commenti che gli internauti potevano
lasciarvi. Questa decisione è stata giudicata "storica" dalla blogosfera
egiziana e il direttore di Arabic network for human rights information, Gamal
Eid, si è detto "felicissimo di una decisione che annuncia un ritorno alla
normalità nella Rete del Paese e riconosce il diritto ai cittadini egiziani di
accedere a un Net libero". L'Egitto resta però uno
dei paesi più repressivi al
mondo su Internet. Nel 2007, due
blogger sono stati arrestati e
uno di essi, Kareem Amer,
è stato condannato a quattro
anni di prigione per "insulti al
presidente" e "incitamento
all'odio", poiché aveva
regolarmente criticato le derive
religiose e autoritarie del
governo del presidente Hosni
Moubarak.
(Fonte: RSF)