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  Cina: due anni di lager a un contadino, aveva denunciato a giornalisti stranieri l’esproprio delle terre

18.01.2008 - Un contadino dell’Heilongjiang che aveva tentato di recuperare terreni sequestrati è stato condannato ieri a 2 anni di lavori forzati per aver denunciato il fatto a giornalisti stranieri. La motivazione della condanna è “aver messo in pericolo la sicurezza dello stato”. Yu Changwu, 52 anni, è stato condannato senza processo, dopo aver già subito un mese di detenzione. Yu e altri contadini sono colpevoli di aver denunciato in pubblico il governo locale del villaggio di Fujin per il sequestro di 966 ettari di terreno. A un incontro di tutto il villaggio Yu si è alzato e ha ricordato alla popolazione che tutta quella terra apparteneva ai 900 abitanti del villaggio. Un atro contadino, sostenitore di Yu, è stato arrestato la scorsa settimana. La condanna di Yu  alla “rieducazione attraverso il lavoro” è una condanna "mite", per reati gravi la Cina prevede non il lager, ma la prigione. L’accusa però è gravissima: Yu avrebbe attentato “alla sicurezza dello stato” e questo perché lui ha denunciato l’esproprio a giornalisti stranieri. La sentenza sembra una velata minaccia per mettere in guardia i contadini dal rivelare i loro problemi ai giornalisti stranieri nella prospettiva delle Olimpiadi. Secondo i nuovi regolamenti sui media varati mesi fa per le Olimpiadi, dal 1° gennaio al 1°ottobre 2008 i giornalisti stranieri hanno libertà di visitare luoghi e fare interviste con chiunque. Altri regolamenti per i giornalisti locali vietano la pubblicazione e il passaggio di notizie “sensibili” a giornalisti stranieri. Fra le notizie “sensibili” vi sono manifestazioni, denunce di corruzione, rivolte, ecc… La sentenza contro Yu mostra che la Cina sembra garantire la libertà ai giornalisti stranieri, ma non la libertà di espressione della sua popolazione. (Fonte: Agenzia AsiaNews)
   
   

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