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  Iran: cinque siti censurati e due giornaliste sotto inchiesta

18.02.2008 - Jelveh Javaheri e Nahid Keshavarz, collaboratrici dei siti Internet  WeChange e Zanestan, che difendono i diritti delle donne, sono state ufficialmente poste sotto inchiesta dalle autorità giudiziarie con l'accusa di "attentato alla sicurezza nazionale". Le due giornaliste sono attualmente in libertà provvisoria in attesa di un altro processo. Inoltre, il procuratore generale di Teheran, Said Mortazavi, ha preso la decisione di bandire dal web il sito di area conservatrice Nosazi, assieme ad altri quattro siti con l'accusa di "avvelenare la sfera elettorale". Dall'8 febbraio scorso, una polemica sta crescendo nel Paese circa le elezioni legislative che si terranno il prossimo 14 marzo. Il giovane mollah Hassan Khomeini, nipote dell'antica guida suprema, l’ayatollah Ruhollah Khomeini, si è più volte scagliato contro la 'squalifica' di quasi il 70% dei candidati riformatori effettuata dal Consiglio dei guardiani del regime. Il sito Nosazi aveva criticato questa posizione con ironia. (Fonte: Rsf)
   
   

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