Pechino:
"non è vero che arrestiamo chi protesta", e intanto messo in galera un
altro attivista
29.02.2008 -
“E’ impossibile che qualcuno sia stato arrestato perché ha detto che i diritti
umani sono più importanti delle Olimpiadi”. Il ministro cinese degli Esteri Yang
Jiechi risponde così alle diffuse critiche sulle violazioni dei diritti umani.
E mentre il ministro sostiene che in Cina c’è “un’ampia libertà di parola”, la
polizia arresta Wang Guilan, per avere chiesto il rispetto dei diritti umani.
Wang è coautore della “Lettera aperta” firmata da 12.709 persone che ieri hanno
chiesto all’Assemblea nazionale del popolo (Anp, che si riunirà a marzo) di
migliorare il rispetto dei diritti umani, di consentire la libertà di stampa, di
parola e di associazione, nonché di abolire i campi di
rieducazione-tramite-lavoro, ricordando i 10 milioni di persone che ogni anno
inviano petizioni al governo per lamentare problemi sociali e che per ciò
subiscono arresti e lavori forzati. Dopo l’arresto di Wang, avvenuto ieri, gli
organizzatori hanno annullato la conferenza stampa prevista oggi.
(Fonte: Agenzia Asia News)