Sri Lanka: mai
come ora è pericoloso fare il giornalista
04.05.2008 -
Non vi è libertà di stampa in un Paese, come lo Sri Lanka, in guerra con se
stesso. Il grido di allarme è stato lanciato dal Free Media Movement (FMM) in
occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa. In un lungo
comunicato l’associazione ha denunciato che “mai come è ora è pericoloso fare il
giornalista in Sri Lanka”. Qui le due parti in lotta (governo e ribelli delle
Tigri tamil) minacciano entrambi la libertà di espressione con aggressioni
verbali e fisiche: “Il significativo deterioramento di questo diritto umano è
indice dell’erosione dello stesso sistema democratico…la libertà di stampa oggi
è sotto assedio”. Il FMM ha pubblicato i dati documentati sulla situazione dei
media in Sri Lanka. Tra maggio 2007 e maggio 2008 due giornalisti sono stati
uccisi e due rapiti; si registrano più di 10 violazioni alla libertà di
espressione; 63 incidenti di minacce ad operatori del settore; 15 giornalisti
sono stati arrestati e più di 25 hanno dovuto lasciare la propria abitazione o
addirittura espatriare. Diversi anche i casi di “censura”: tre dirigenti dei
media di Stato sono stati rimossi senza spiegazioni; un sito web è stato
oscurato e un altro costretto a chiudere sempre senza motivazioni; 5 radio hanno
interrotto le trasmissioni. Nei discorsi dei politici trasmessi sui media di
Stato, inoltre, si registra un livello di odio senza precedenti nei confronti
dei giornalisti, stando sempre al rapporto della FMM. Il Free Media Movement è
tornato a ribadire le sue richieste al governo e alle Tigri: “interrompere ogni
minaccia, rapimento o aggressione nei confronti degli operatori
dell’informazione ad oggi perpetrati da entrambe le parti in guerra; condurre
inchieste complete, trasparenti e tempestive sugli omicidi di giornalisti;
mettere fine alla censura e alla pericolosa e irresponsabile pratica di
diffamare pubblicamente la stampa”.
(Fonte: Agenzia Asia News)