Liu Xiaobo, il poeta ostinato che combatte il regime cinese, condannato a undici anni di carcere 

29.12.09 - Il suo 54° compleanno, lo ha "festeggiato" ieri in carcere, dopo che il giorno di Natale era stato condannato a undici anni di prigione con l'accusa di "incitamento alla sovversione contro lo stato". Liu aveva già scontato precedentemente due pene in carcere: la prima dopo il giugno del 1989 e la seconda nel 1995 quando aveva chiesto pene meno severe per gli attivisti democratici ancora in prigione. Secondo gli esperti del sistema legale cinese e le organizzazioni per i diritti umani, questo nuovo processo non lascia più sperare che l’apertura economica di Pechino sia affiancata da un’apertura politica e giuridica. Nell’ultimo anno il governo ha aumentato i controlli e la censura su internet, ha messo fuori gioco il piccolo gruppo di avvocati che hanno difeso le cause dei cittadini contro l’amministrazione e ha arrestato chi ha denunciato la corruzione dei costruttori delle scuole colpite dal terremoto in Sichuan, nel maggio del 2008, in cui sono rimasti uccisi migliaia di studenti. Liu ha alle spalle una vasta produzione letteraria e saggistica dedicata alle libertà civili, per la quale nel 2009 ha vinto il Freedom to write award del Pen american center. Non ha potuto ritirare il premio perché era già in carcere, ma una sua lettera è stata letta dalla moglie durante la cerimonia di consegna. Questa volta quel che ha irritato le autorità cinesi è il suo ruolo nella stesura di Carta 08, per i diritti umani in Cina, una lista di propositi riformisti che in Cina ha raccolto diecimila firme online finché le autorità non hanno oscurato il sito. Carta 08 chiede lo stato di diritto, il rispetto dei diritti umani e la fine del governo monopartitico comunista. Soprattutto chiede la libertà di espressione e l’abolizione della legge che ha portato Liu in tribunale. (fonte: Internazionale)
 

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