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irAN: ESERCITO ISLAMICO VUOLE ELIMINARE 210 GIORNALISTI

28.10.05 - Sono 210 i giornalisti che un sedicente Esercito Islamico vorrebbe eliminare. L'elenco, che circola in queste ore nella capitale iraniana, include praticamente tutti i giornalisti indipendenti del paese che non si riconoscono nel nuovo governo presieduto da Mahmoud Ahmadinejad. Nelle poche righe che precedono il lungo elenco dei giornalisti dissidenti, gli autori promettono di ''liberare la rivoluzione islamica'' dell'Ayatollah Khomeini, divenuto a loro dire ''ostaggio dei pennivendoli al servizio dei nemici dell'Islam''. Chiunque si trovi in questo elenco ''è degno di morte in quanto nemico di Allah e del suo verbo''. Mashaollah Shamselvaezin, ex direttore di quotidiani indipendenti e costretto al silenzio per ordine della magistratura che lo ha condannato a non esercitare la professione di giornalista, non sembra preoccupato più di tanto. ''Non è la prima volta che pubblicano elenchi simili e anche se ogni volta qualcuno è stato ucciso veramente, non possiamo prendere queste minacce troppo seriamente'', dice Shamselvaezin in un colloquio telefonico con l'AdnKronos International. ''Il regime utilizza molti mezzi per impedire a noi giornalisti di esprimerci liberamente, e le minacce di morte è uno di questi'', aggiunge Shamselvaezin, che ha fondato l´Associazione per la Libertà di Stampa in Iran. ''Fin quando abbiamo giudici come Saiid Mortazavi che uccidono giornalisti arrestati, com'è stato il caso della fotoreporter Zahra Kazemi, o li rinchiudono in una cella e buttano via la chiave, come nel caso di Akbar Ganji, i cosiddetti eserciti islamici non ci fanno paura più di tanto'', conclude il noto giornalista iraniano che nei prossimi giorni sarà in Italia. Intanto a Teheran la magistratura ha ripreso a convocare i giornalisti. Nei giorni precedenti alla pubblicazione di questo elenco, secondo quanto scrive il quotidiano 'Rooz on Line', sei giornalisti sono stati convocati da Saiid Mortazavi e accusati di non rispettare la morale islamica. In molte occasioni i giornalisti e gli scrittori dissidenti sono stati condannati con la scusa di consumare alcolici o avere relazioni fuori dal matrimonio. (Rah/Aki)

   
   

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