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iSF: "IL PALESTINE? UN DELITTO IMPUNITO" 

21.10.05 - “Il colpo di obice contro l’Hotel Palestine non fu un incidente, ma un delitto contro la comunità internazionale. L’atto del giudice istruttore spagnolo, ripristina la verità e rappresenta un pressante invito a ristabilire una legalità internazionale che sembra cancellata“. Questo il commento del presidente dell’associazione italiana Information Safety and Freedom Stefano Marcelli all’ordine di cattura internazionale emesso dall’Audiencia Nacional spagnola verso i tre ufficiali americani che l’8 aprile 2003 fecero fuoco dal loro carroarmato contro l’Hotel Palesatine causando la morte dei cameraman Josè Couso di Telecinco e Taras Protsyuk. “Nell’atto giudiziario – prosegue la nota di ISF - si parla esplicitamente dell’assoluta mancanza di collaborazione da parte delle autorità americane, le quali, contro ogni evidenza risultante anche da un rapporto del CPJ (Committee to Protect Journalists) affermano che i militari avrebbero agito nel pieno rispetto delle regole di ingaggio“. “Dall’inizio della guerra in Iraq- afferma Marcelli - sono più di settanta i giornalisti uccisi, molti dei quali per fuoco amico nel corso di episodi tutti definiti dalle forze della coalizione come 'accidents'. La magistratura spagnola, che fa riferimento al rispetto della Convenzione di Ginevra per la tutela della popolazione civile, lancia di fatto anche un grave atto di accusa contro una tendenza in atto che aggredisce giornalisti e civili pretendendo la sostanziale impunità”. “Il diritto alla vita, la libertà di informare, il dovere della verità e della giustizia, dell’uguaglianza fra gli uomini – conclude la nota di ISF - sono i capisaldi di ogni democrazia. Anche di quella che si dice di voler costruire in Iraq”.

   
   

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