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Per liberare Yu Dongyue

Fonte: il Manifesto
18 novembre 2005


Cattive notizie su Yu Dongyue, che lavorava al giornale Notizie di Liuyang, quando venne arrestato il 23 maggio dell'89, durante le manifestazioni degli studenti in piazza Tienanmen. L'11 luglio dell'89 è stato riconosciuto colpevole di «sabotaggio» e di «propaganda contro-rivoluzionaria». E' stato condannato dalla Corte popolare intermedia di Pechino a vent'anni di carcere e a cinque anni di privazione dei diritti politici. Il giornalista è stato messo sotto accusa per i contenuti dei suoi articoli, a favore della libertà di espressione. E' anche accusato di aver preso posizioni troppo avanguardiste nel campo artistico (accusa paradossale, oggi che l'arte contemporanea cinese è in tutte le gallerie e musei del mondo, anche favorita dal regime).

La pena è stata ridotta di due anni nel 2000, ma la sua liberazione continua ad essere prevista per il 21 maggio 2007. Durante i primi due anni di detenzione, Yu Dongyue è stato tenuto in isolamento. Per almeno sei mesi in una cella di tre metri quadrati. Per questo oggi soffre di disturbi mentali gravi.

Per ragioni di salute il giornalista avrebbe dovuto essere liberato il 22 agosto scorso. In quello stesso mese Reporters sans frontières è venuta a sapere che la liberazione di Yu Dongyue era stata di nuovo rinviata, questa volta al 22 febbraio 2006. La famiglia non ha altre notizie. Un altro manifestante di piazza Tienanmen, Lu Dechen, nel novembre del 2004, dopo essere riuscito a fuggire dalla Cina, aveva raccontato di aver visitato Yu Dongyue in carcere. Il giornalista, ha affermato «era quasi irriconoscibile, aveva lo sguardo spento e ripeteva senza tregua delle parole, come se recitasse un mantra. Non riconosce più nessuno». Secondo questo rifugiato, Yu «ha una grande cicatrice nella parte destra della testa». « Uno dei suoi compagni di cella - ha aggiunto - ci ha raccontato che Yu era stato legato a un palo elettrico e lasciato in pieno sole per vari giorni. E' stato anche tenuto in isolamento per due anni ed è in questo periodo che è crollato». Adesso «non riceve nessuna cura medica. La sua situazione rischia di peggiorare ancora», per questo è necessaria una mobilitazione internazionale.

Nel dicembre 2004, alla vigilia del vertice Unione europea-Cina, Reporters sans frontières aveva diffuso un comunicato stampa dove chiedeva al presidente della Commissione, José Manuel Barroso, di intervenire presso la delegazione cinese a favore della liberazione di Yu Dongyue per ragioni di salute.

   
   

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