Cattive notizie su Yu Dongyue, che lavorava al
giornale NotiziediLiuyang,
quando venne arrestato il 23 maggio dell'89,
durante le manifestazioni degli studenti in
piazza Tienanmen. L'11 luglio dell'89 è stato
riconosciuto colpevole di «sabotaggio» e di
«propaganda contro-rivoluzionaria». E' stato
condannato dalla Corte popolare intermedia di
Pechino a vent'anni di carcere e a cinque anni
di privazione dei diritti politici. Il
giornalista è stato messo sotto accusa per i
contenuti dei suoi articoli, a favore della
libertà di espressione. E' anche accusato di
aver preso posizioni troppo avanguardiste nel
campo artistico (accusa paradossale, oggi che
l'arte contemporanea cinese è in tutte le
gallerie e musei del mondo, anche favorita dal
regime).
La pena è stata ridotta di due anni nel 2000, ma
la sua liberazione continua ad essere prevista
per il 21 maggio 2007. Durante i primi due anni
di detenzione, Yu Dongyue è stato tenuto in
isolamento. Per almeno sei mesi in una cella di
tre metri quadrati. Per questo oggi soffre di
disturbi mentali gravi.
Per ragioni di salute il giornalista avrebbe
dovuto essere liberato il 22 agosto scorso. In
quello stesso mese Reporterssansfrontières è venuta a sapere che la
liberazione di Yu Dongyue era stata di nuovo
rinviata, questa volta al 22 febbraio 2006. La
famiglia non ha altre notizie. Un altro
manifestante di piazza Tienanmen, Lu Dechen, nel
novembre del 2004, dopo essere riuscito a
fuggire dalla Cina, aveva raccontato di aver
visitato Yu Dongyue in carcere. Il giornalista,
ha affermato «era quasi irriconoscibile, aveva
lo sguardo spento e ripeteva senza tregua delle
parole, come se recitasse un mantra. Non
riconosce più nessuno». Secondo questo
rifugiato, Yu «ha una grande cicatrice nella
parte destra della testa». « Uno dei suoi
compagni di cella - ha aggiunto - ci ha
raccontato che Yu era stato legato a un palo
elettrico e lasciato in pieno sole per vari
giorni. E' stato anche tenuto in isolamento per
due anni ed è in questo periodo che è crollato».
Adesso «non riceve nessuna cura medica. La sua
situazione rischia di peggiorare ancora», per
questo è necessaria una mobilitazione
internazionale.
Nel dicembre 2004, alla vigilia del vertice
Unione europea-Cina, Reporters sans frontières
aveva diffuso un comunicato stampa dove chiedeva
al presidente della Commissione, José Manuel
Barroso, di intervenire presso la delegazione
cinese a favore della liberazione di Yu Dongyue
per ragioni di salute.