Con Gilberto Gil come padrino d'eccezione, parte dal
Parlamento europeo la campagna per una «Carta dei diritti della rete per una
universale libertà di accesso». Il ministro alla cultura brasiliano è in prima
fila, con il governo Lula, nella battaglia per garantire il diritto all'accesso
alla rete, coniugandola con quello alla privacy ed alla sicurezza. Non solo, da
Gil arriva anche un invito a estendere il diritto alla libertà di cultura e di
informazione fino al diritto all'accesso e all'inclusione. Un'inclusione sociale
che passa anche per altre due battaglie simili in cui il Brasile è protagonista:
la lotta per il software libero e per l'accesso ai brevetti dei farmaci per
l'Aids. «Il Brasile si sta dando una legge sul software - ha ricordato il
compositore - e so che Microsoft sta premendo per evitarla». Su questo tema
anche il Parlamento è da anni in prima linea.