Il motore di ricerca più famoso al mondo ha annunciato una versione cinese
autocensurata, in cui tutti i siti politicamente sconvenienti secondo i
parametri governativi non saranno raggiungibili. Inutile cercare Tibet,
Tienanmen, Taiwan, solo per citare le "3T" tabù di Pechino, perché la risposta
sarà "Nessun risultato trovato". Ma ai navigatori orientali sarà interdetto
anche l'accesso alla capiente posta elettronica e alla possibilità di crearsi
dei blog. «Per lavorare in Cina dovremo rimuovere alcuni documenti. Ciò va
contro la nostra politica, ma non fornire alcun risultato sarebbe ancora
peggio», spiega al New York Times un dirigente, riferendosi al fatto che era
diventato sempre più difficile per i 100 milioni di utenti cinesi (il secondo
mercato al mondo dopo quello Usa) collegarsi al motore "rallentato" dalle
censure di Pechino.