Aumenta la repressione delle autorità cinesi nei
confronti degli organi di stampa locali, che
quotidianamente vedono la loro libertà di
espressione messa sempre più in discussione,
trovandosi costretti, in molti casi, a chiudere
o fermare le pubblicazioni. E'di oggi la notizia
dell'avvenuta chiusura di due quotidiani
multimediali legati alla corrente conservatrice
del Partito Comunista Cinese (Pcc). I due
quotidiani, il "Communists" e il "Chinese
Worker", hanno recentemente criticato la
dcisione del governo di attuare delle riforme
economiche ed aprirsi verso altri mercati.
Tuttavia, l'ordine di chiusura non ha riguardato
solo mezzi d'informazione conservatori. Nei mesi
scorsi simili provvedimenti hanno riguardato
anche 3 quotidiani riformisti e il blog di un
collaboratore cinese del "New York Times".
(Fonte: Peace Reporter)