ITALIA:
GIORNALISTA IN CARCERE,
UN CASO DI CENSURA?
“L’arresto del giornalista Mario Spezi è un caso di censura?“, lo chiede
l’associazione ISF che sulla vicenda del free lance italiano arrestato dalla
Procura di Perugia lancia un’alert internazionale rivolgendosi all'International
Federation of Journalists, a Reporters sans frontières e al Committee to Protect
Journalists. “La vicenda di Mario Spezi ricorda le procedure attuate nei Paesi
dove la libertà di stampa viene negata e dove vige la censura sul lavoro dei
giornalisti. L’accusa in base alla quale il collega è stato arrestato è quella
di ‘aver tentato di depistare le indagini‘ sul cosiddetto mostro di Firenze
‘riportando l’attenzione sulla pista sarda‘. Ma da quando è un reato proporre
una pista investigativa diversa da quella degli inquirenti?”, si legge nella
nota di ISF. “Già le perquisizioni effettuate dal GIDES, lo speciale gruppo
investigativo della polizia di Firenze diretto dal commissario Michele Giuttari
figurano nel rapporto 2005 di RSF sull’Italia. Ora Mario Spezi è chiuso in una
cella e gli viene persino negato il diritto di incontrare i propri difensori.
Siamo certi che vi siano prove a suo carico, tali da giustificare atteggiamenti
così gravi e così inediti per le procedure giudiziarie italiane? Forse il CSM
dovrebbe verificare cosa sta accadendo alla Procura di Perugia. E il Viminale
dovrebbe chiarire l’attività del GIDES e del suo capo che aveva già perseguito
un altro giornalista fiorentino gravandolo di pesanti accuse sulla vicenda del
mostro, che si sono poi rivelate infondate. Il 19 aprile arriverà nelle
librerie italiane un libro scritto da Spezi assieme allo scrittore americano
Douglas Preston, anche lui indagato. Si tratta di una sorta di controinchiesta
che contiene numerose critiche all’andamento ufficiale delle indagini e che
promette di diventare un best seller mondiale come i precedenti firmati da
Preston. Qualcuno non vuole che quel libro venga letto?“.