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Zimbabwe: come si sopprime una radio

5 luglio 2006  
Nella capitale Harare,  il governo dello Zimbabwe sta disturbando il segnale dei notiziari su onde medie di “Voice of America” (VOA), radio in inglese e in lingua locale. I responsabili della radio, supportati economicamente dal governo americano, hanno dichiarato che il loro programma “Studio7”, in onda ogni giorno della settimana per 90 minuti, è stato bloccato. Il portavoce della VOA  Joe O’Connell ha dichiarato: “Avevamo avuto il sospetto in passato che qualcuno stesse disturbando il segnale delle trasmissioni in Zimbabwe, ma non ne avevamo le prove. Questa volta siamo convinti che sia un disturbo intenzionale”. Studio7 è una trasmissione molto seguito in uno Zimbabwe affamato di notizie, dove solo una manciata di giornali sono sopravissuti al massacro contro i media. Le autorità stanno rifiutando di concedere nuove licenze a emittenti locali privati, nonostante una legge in vigore dal 2001 che permette la loro esistenza. Il direttore esecutivo del CPJ (Committee to Protect Journalists) Ann Cooper ha dichiarato: “è oltraggioso che le autorità dello Zimbabwe, non contente di sopprimere i media locali, stiano ora tentando di bloccare anche quelle poche fonti di informazione esterna”. Non è la prima volta che delle emittenti radiofoniche straniere vengono prese di mira. In passato sono state disturbate le trasmissioni di Radio Africa, con base in Inghilterra, emittente fondata da esiliati dello Zimbabwe. “Voice of the People” è stata più volte oggetto di sabotaggi. Nel dicembre del 2005 agenti di sicurezza assaltarono e perquisirono la sede della VOP, sequestrando materiale e arrestando giornalisti, di fatto rendendo la radio inoperativa per molte settimane.
   
   

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