6 luglio 2006
Si stanno moltiplicando in Cina le leggi che regolano l’utilizzo della
rete e la censura si sta riaffermando come una priorità nazionale e
quotidiana. Il sito “Zhongguo guoqing zixun” (www.s007s.com)
già chiuso dalle autorità il 26 maggio 2006 per aver promosso un
sondaggio sul massacro di piazza Tiananmen del 1989, ha subito una
nuova offensiva governativa, e non pubblica notizie dal 27 giugno. Nel
frattempo il governo ha annunciato che farà il possibile per
controllare i weblogs e i motori di ricerca, al fine di “bloccare
contenuti illegali e nocivi”. Il 27 giugno il direttore del sito Lu
Guanghui è stato contattato da rappresentanti del “Dipartimento per la
Pubblicità” (ex Dipartimento per la Propaganda) della regione dello
Huanan (Cina centrale). Il funzionario del governo ha dichiarato che
il sito “non era più tollerato da Pechino” e che i suoi articoli
riferiti alla rivoluzione culturale erano “estremamente
irresponsabili” e che avrebbero probabilmente sortito “effetti
dannosi”.Il 29 giugno il sito è stato nuovamente reso accessibile, ma
svuotato dei suoi contenuti eccetto una scritta che avvertiva “sono in
corso trattative con le autorità”.Il ministro per l’Informazione e
l’Industria Cai Wu ha dichiarato che “il governo sta facendo il
possibile per mettere sotto controllo blog, motori di ricerca e
BBS”Gli utenti internet in Cina sono attualmente 110 milioni, e sono
in rapida espansione.
(Fonte: RSF)