Il
parlamento europeo condanna la mancanza di etica delle imprese del
settore Internet
7 luglio 2006
Il Parlamento europeo ha adottato, il 6 luglio, una risoluzione sulla
libertà di espressione in Internet. Questo testo denuncia la
collaborazione di imprese del settore con i paesi repressivi e
menziona molte società americane (Yahoo!, Google, Microsoft, Cisco
Systems) e europee (Telecom Italia e France Telecom). Le imprese
americane Yahoo!, Google e Microsoft sono accusate di aver accettato
l'autocensura in Cina. Cisco Systems è accusata di aver fornito
tecnologie di censure su Internet. Le società europee France Telecom e
Telecom Italia sono accusate di cooperazione con la repressione su
Internet a Cuba e in Tunisia. I parlamentari europei chiedono agli
Stati membri dell'UE di "sottoscrivere una dichiarazione che chieda la
protezione dei diritti degli internatuti e la promozione della libertà
di espressione sul web". Il testo menziona i quindici paesi più
repressivi al mondo su Internet (Cina, Bielorussia, Birmania, Cuba,
Iran, Libia, Maldive, Nepal, Corea del Nord, Uzbekistan, Arabia
Saudita, Siria, Tunisia, Turkmenistan, Vietnam) e cita i casi più noti
di blogger e cybernauti attualmente condannati a lunghe pene
detentive: Hao Wu, Yang Zili e Shi Tao (Cina), Motjaba Saminejad
(Iran), Mohammed Abbou (Tunisia), Pham Hong Son (Vietnam), Habib Saleh
(Siria), Mohamed Sharkawy e Karim El-Shaer (Egitto).
(Fonte: RSF)