BURKINA FASO:
PROSCIOLTO EX-MILITARE INCRIMINATO PER L'OMICIDIO DEL GIORNALISTA ZONGO
20 luglio 2006
La magistratura burkinabé ha decretato il “non luogo a procedere” per
insufficienza di prove nei confronti dell’ex-capo della sicurezza presidenziale
Marcel Kafando, unico incriminato per l’assassinio del giornalista Norbert Zongo,
il direttore del settimanale ‘L’Indépendant’ ucciso il 13 dicembre 1998. In una
conferenza stampa a Ouagadougou, il procuratore Adama Sagnon ha considerato
valida la difesa di Kafando che si è detto estraneo alla vicenda smentendo un
testimone a suo carico che avrebbe finito per ritrattare almeno in parte la sua
deposizione. Secondo il legale dell’accusato, il caso è praticamente chiuso e
non sarà riaperto a meno che non emergano nuovi elementi. Conosciuto come la
voce più libera dell’informazione burkinabé e noto per le sue critiche al
governo, prima di essere ucciso Zongo stava indagando sull’assassinio di David
Uedraogo, l'autista di François Compaoré, consigliere della presidenza e
fratello dell’allora capo di Stato Blaise Compaoré; il corpo del giornalista,
che si era battuto contro la corruzione e le libertà civili, fu ritrovato
carbonizzato dentro una macchina insieme a quello di tre amici in una vettura al
bordo di una strada a circa cento chilometri da Ouagadougou. Nell’agosto 2000
tre militari della guardia presidenziale, tra cui Kafando, erano stati ritenuti
colpevoli dell’assassinio di Ouedraogo; nel 2001 Kafando era stato anche
incriminato per “omicidio” e “incendio volontario” nel caso Zongo.
(Fonte: Misna)