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IRAN: TEHERAN MINACCIA ARRESTO DIRIGENTI SINDACATO GIORNALISTI
11 agosto 2006
 

Sono stati eletti, regolarmente. Ma se i rappresentanti sindacali dei giornalisti prenderanno, effettivamente, il loro incarico, il rischio paventato dal governo di Mahmoud Ahmadinejad è quello dell'arresto. Il ministero del Lavoro di Teheran ha infatti minacciato di arrestare i nuovi eletti alla direzione dell'Associazione Sindacale di Giornalisti, non riconosciuta da Teheran. Il nuovo presidente, una cronista parlamentare, è stata eletta con oltre il 70 per cento delle preferenze. Finito lo scrutinio e conosciuti i risultati delle elezioni, l'agenzia Aria di Teheran, citando un dirigente del ministero del Lavoro, ha scritto che i nuovi dirigenti saranno arrestati non appena prenderanno possesso dei loro incarichi. Il ministero del Lavoro aveva chiesto all'Associazione Sindacale di Giornalisti di riformare il proprio statuto prima di rinnovare gli incarichi sociali. Richiesta rifiutata dai giornalisti, perché la riforma proposta dal governo avrebbe limitato notevolmente la loro autonomia. Badrolsadat Mofidi, la cronista parlamentare che è risultata la candidata più votata, rimanda al mittente le minacce e non sembra avere intenzione di dimettersi. ''I giornalisti dell'area radicale e conservatore - dice Mofidi all'AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL - si sono iscritti in massa nelle ultime settimane al nostro sindacato con l'obiettivo di partecipare alle elezioni e di vincerle''. Il nuovo presidente aggiunge che ''anche noi eravamo convinti che avrebbero ottenuto un buon risultato elettorale, ma la massiccia partecipazione dei colleghi indipendenti e riformista ha confermato la direzione uscente, ed è proprio questa la ragione per cui il ministero del Lavoro intende annullare le elezioni''. Per la Mofidi ''non è ammissibile che il ministero del Lavoro o altri organi governativi interferiscano così direttamente nella vita di un sindacato indipendente''. La futura presidente del sindacato dei giornalisti iraniani cggiunge che ''quando i colleghi dell'area conservatore decisero di iscriversi al nostro sindacato, noi eravamo contenti, in quanto pensavamo che avrebbero accettato le regole del gioco democratico. Ma oggi ci accorgiamo che pensavano solo a scalare i vertici di questa istituzione per neutralizzarla e renderla completamente inutile. Visto che non ci sono riusciti, ora vogliono farci azzittire con le minacce''.
   
   

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