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RUSSIA: quotidiano nazionale condannato a un risarcimento danni di dieci milioni di euro

11.01.05 - Preoccupazione ha destato la sentenza di una corte moscovita che ha condannato il principale quotidiano russo, il Kommersant, al pagamento di un risarcimento di milioni di euro per aver pubblicato un articolo che insinuava che molti clienti stavano prelevando i loro capitali da una delle banche più importanti del paese. Una corte d’appello ha stabilito la settimana scorsa che Kommersant (Businessman) dovrà pagare alla Alfa-Bank una multa di 300 milioni di rubli (circa 10 milioni di euro) per aver provocato problemi finanziari alla banca pubblicando l’articolo. Fonti locali hanno definito la sentenza di una durezza senza precedenti. "I giornalisti dovrebbero avere la possibilità di raccontare i problemi di interesse pubblico e Kommersant stava solamente facendo il suo lavoro," ha dichiarato Ann Cooper, direttore esecutivo del Committee to Protect Journalists. "Questa cifra esorbitante rischia di congelare la stampa russa, e di incoraggiare una già forte censura verso i media." Il 7 luglio 2004 il Kommersant aveva pubblicato un articolo intitolato "Banking crisis takes to the streets" nel quale si raccontava che molti privati avrebbero tolto i loro risparmi dalla Alfa-Bank attraverso i bancomat durante la crisi dell’estate scorsa. Il quotidiano ha pubblicato l’articolo il giorno dopo che la Alfa-Bank aveva rilasciato una dichiarazione sulle difficoltà del mercato finanziario russo, e due giorni dopo che un altro giornale aveva reso pubblici i problemi della Alfa-Bank e di altre banche. La direzione del gruppo bancario ha denunciato Kommersant sostenendo che l’articolo in questione abbia danneggiato il mercato finanziario e abbia indotto i cittadini a compiere i prelievi. Il 20 ottobre scorso la Moscow Arbitration Court aveva decretato che pubblicando l’articolo il Kommersant aveva violato l’articolo 39 del codice dei media, che proibisce la “falsificazione della notizie di pubblico interesse e la diffusione di voci in assenza di dichiarazioni valide", condannando per questo il quotidiano a pagare un risarcimento di 320.5 milioni di rubli (circa 11,5 milioni di euro) alla Alfa-Bank. Il 27 dicembre 2004, una corte di appello moscovita ha "ridotto" la multa a 300 milioni di rubli. Gli attivisti russi che lottano per la libertà di stampa hanno criticato la condanna contro Kommersant per il suo sfondo politico. Oleg Panfilov, direttore del Centro per il Giornalismo in Situazioni Estreme di Mosca, ha definito la sentenza un “atto politico”. La Glasnost Defense Foundation ha invece dichiarato che la condanna è un tentativo di far fallire il quotidiano. In seguito al verdetto del 20 ottobre Vasiliyev aveva accusato Mikhail Fridman, proprietario della Alfa-Bank, di voler far fallire il giornale perché il proprietario del Kommersant, il critico Boris Berezovsky, si era rifiutato di vendere la testata. La stazione radio privata Ekho Moskvy ha inoltre dichiarato che il vice presidente di Alfa-Bank, Aleksandr Gafin avrebbe affermato che la sentenza è stata una lezione di responsabilità sociale per i media russi.

   
   

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