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Sudan: Gruppo legato ad al-Qaeda rivendica uccisione del giornalista Mohamed Taha

13 settembre 2006
Un gruppo islamico affiliato ad al-Qaeda ha rivendicato, tramite un comunicato inviato ad alcuni giornali sudanesi, l'uccisione dewl giornalista Mohamed Taha, trovato decapitato la scorsa settimana. Il gruppo, il cui leader sarebbe Abu Hafs al-Sudani, accusa Taha di essere stato un pupazzo nelle mani del partito di governo e di aver insultato il profetta Maometto. Secondo le autoritą sudanesi, gli esecutori materiali dell'assassinio avrebbero gią lasciato il Sudan. Il corpo decapitato di Mohamed Taha, caporedattore del quotidiano privato 'Al-Wifaqa' era stato ritrovato il 6 settembre nel distretto di  Kalakala (circa 25 km a sud di Khartoum). Il giornalista era stato rapito il giorno prima nel suo domicilio da parecchi uomini mascherati. Nel 2005, Mohamed Taha era stato giudicato con l'accusa di "blasfemia" in seguito a una denuncia di un gruppo fondamentalista chiamato Ansar al-Sunnah. L'articolo incriminato evocava un manoscritto islamico intitolato "L'ignoto nella vita del profeta", vecchio di pił di cinque secoli che solleverebbe dei dubbi sulla genealogia del profeta. Dopo l'uscita dell'articolo imponenti manifestazioni erano state organizzate da alcuni Imam di Khartoum che chiedevano la condanna a morte del giornalista. Il giornale aveva inoltre subito una sospensione alla pubblicazione di due mesi.
   
   

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