22 novembre 2006
È stato arrestato all’aeroporto ‘El Dorado’ di Bogotá Freddy Muñoz,
corrispondente di Telesur, l’emittente televisiva di notizie con sede a
Caracas, finanziata da Venezuela, Bolivia, Cuba, Argentina e Uruguay. Lo ha
riferito il suo avvocato, Tito Gaitán, precisando che gli agenti del
‘Dipartimento amministrativo di sicurezza’ (Das, servizi segreti colombiani)
hanno fermato Muñoz per “ribellione e terrorismo”. Non sono ancora noti i
dettagli dell’ordine di cattura, ma fonti della stampa locale hanno ricordato
che già lo scorso anno le autorità colombiane avevano protestato per la
divulgazione, da parte di ‘Telesur’, di interviste a capi della guerriglia e
immagini di proteste sociali contro il governo del presidente Alvaro Uribe,
definite “provocazioni” dal governo statunitense. Dal suo luogo di reclusione,
Muñoz ha difeso “il diritto e il dovere di ogni buon giornalista di dire la
verità”, sostenendo che le accuse nei suoi confronti “sono le stesse rivolte a
centinaia di giornalisti nel mondo, dopo che l’unilateralismo statunitense ha
deciso di giudicare terroristi tutti coloro che con giudizio e argomentazioni
gli si oppongono, benedicendo chi abbassa la testa e lo segue mettendo a tacere
i suoi crimini”. In una nota diffusa da Caracas, i dirigenti di ‘Telesur’ si
sono detti “sorpresi” dall’arresto di Muñoz: “La detenzione di un giornalista di
un mezzo di informazione internazionale minaccia il diritto alla libertà di
stampa e rappresenta un atto di intimidazione” si legge nel comunicato, che
aggiunge: “Muñoz è uno dei membri fondatori di ‘Telesur’ ed è corrispondente in
Colombia fin dall’inizio delle nostre trasmissioni, un anno fa”. L’emittente è
nata come alternativa ai grandi mass media statunitensi ed europei in America
Latina, dove attualmente ha dieci sedi regionali e 19 corrispondenti.
(Fonte: Misna)