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  REPORTERS SANS FRONTIÈRES SPERA CHE il giornalista ZHAO YAN SIA SCAGIONATO E LIBERATO

1 dicembre 2006    
Reporters sans frontières spera che oggi il giornalista Zhao Yan
(nella foto) sia scagionato e liberato dalla giustizia cinese. L’Alta Corte di Pechino dovrebbe pronunciare il proprio verdetto dopo un processo d’appello che si è svolto senza l’organizzazione di una sola udienza pubblica. "L'assoluzione e la liberazione del collaboratore del New York Times rappresenterebbero un gesto di apertura nei confronti della comunità internazionale. Dopo la delusione per l’appello negato al giornalista Ching Cheong, condannato a cinque anni di carcere per « spionaggio », le autorità politiche e giudiziarie del Paese devono assumere le loro responsabilità e liberare al più presto Zhao Yan", ha affermato Reporters sans frontières. Lo scorso 29 novembre, l'avvocato Guan Anping ha confermato a Reporters sans frontières che il processo d’appello per il reato di « frode » avrà luogo il 1° dicembre alle 9 del mattino davanti all'Alta Corte di Pechino. L'avvocato ha riaffermato l’innocenza del suo cliente, condannato in prima istanza sulla base delle sole dichiarazioni di un funzionario della provincia di Jilin che accusa il giornalista di aver reclamato, nel 2001, l’equivalente di 2.500 dollari americani per poter aiutare alcuni contadini della zona. Zhao Yan – che all’epoca lavorava come cronista per un quotidiano della provincia di Jilin – ribadisce la sua innocenza e chiede di essere sottoposto alla macchina della verità. Durante il processo in prima istanza, la difesa non è stata autorizzata ad interrogare i testimoni dell’accusa. Zhao Yan è in carcere dal 17 settembre 2004. Nel 2005 è stato insignito del premio RSF - Fondation de France. (Fonte: Reporter senza frontiere-Italia)
   
   

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