L’IFJ
protesta con l’Eutelsat per l’interdizione di un
canale televisivo cinese: “Censura e vile
sacrificio dei principi”
16.03.05 - L’International Federation of
Journalists (IFJ) ha accusato oggi la compagnia
europea Eutelsat di stare cedendo alle pressioni
dei dirigenti comunisti di Pechino per
cancellare il contratto che fornisce ad una
televisione cinese, con sede negli Stati Uniti,
l’accesso ad un satellite in grado di
raggiungere milioni di utenti in
China. “L’ingiustificabile decisione di chiudere
improvvisamente il contratto di un’emittente
indipendente ci sembra uno scioccante atto di
censura,” ha dichiarato Aidan Withe, segretario
generale dell’IFJ. LA New Tang Dynasty TV (NTDTV)
era stata fondata nel 2001 e si era guadagnata
una reputazione internazionale per i suoi
servizi puntuali e oggettivi su questioni
politiche, economiche e culturali della Cina. Il
contratto stipulato dalla NTDTV con l’Eutelsat,
che scadrà questo mese, non verrà
automaticamente rinnovato per un altro anno,
come previsto dal contratto iniziale. Con 23
satelliti in grado di raggiungere il 90 per
cento della popolazione globale, Eutelsat è uno
dei più importanti operatori satellitari del
mondo. L’IFJ sostiene che durante lo scorso anno
l’Eutelsat ha subito pressioni dal partito
comunista cinese riguardo ai suoi accordi con la
NTDTV. Le autorità di Pechino hanno dichiarato
che le opportunità economiche legate alla
trasmissione dei Giochi Olimpici potrebbero
essere a rischio. “In mancanza di una
spiegazione credibile, possiamo solo concludere
che si tratti di un vile sacrificio di
principi,” ha detto Withe. “E’ un modo di
sacrificare la libertà di espressione, per
soddisfare l’intolleranza di Pechino e per
fomentare il cinismo con cui i leaders cinesi
guardano all’attenzione del mondo occidentale
nei confronti dei diritti umani e dei valori
democratici”. Della questione si sono occupati
anche la filiale inglese dell’IFJ, la National
Union of Journalists of the U.K. and Ireland (NUJ)
e, in Francia, il Syndicat Nationale des
Journalistes (SNJ). “Che
una delle compagnie televisive più importanti
del mondo sembri cedere a eccessive pressioni
politiche, dovrebbe preoccupare seriamente
chiunque tenga alla libertà di espressione,” ha
detto Withe. “Questo caso rafforza più che mai
la necessità di mantenere alto il livello di
qualità e d’indipendenza nei contenuti e
nell’amministrazione delle emittenti
televisive”.