Spagna: «Reporter ucciso
all'hotel Palestine di Baghdad», ordine d'arresto per soldati Usa
18 gennaio
2007
Parte da Madrid un ordine di cattura internazionale per i
tre militari statunitensi accusati dell'omicidio di José Couso
(nella foto), il cameraman di
Tele5 ucciso l'8 aprile 2003 a Baghdad da un proiettile sparato da un blindato
Usa sull'Hotel Palestine ripieno di giornalisti. Lo ha deciso ieri il giudice
dell'Audiencia Nacional Santiago Pedraz riattivando il caso, archiviato il 10
marzo scorso perché la stessa Audiencia lo considerava un «atto di guerra contro
un nemico erroneamente identificato» e affermava che la Spagna non era
competente a giudicare i militari Usa. Tutto fermo fino al 5 dicembre scorso
quando il Tribunal Supremo, la più alta istanza giuridica spagnola (a parte la
Corte Costituzionale) ha approvato all'unanimità il ricorso della famiglia
Couso, ribaltando la frittata: la giustizia di Madrid è competente a istruire il
processo. Ieri il seguito con il mandato di arresto e di cattura internazionale
per il sergente Thomas Gibson, il soldato che ha materialmente sparato, per il
suo superiore immediato, il capitano Philip Wolford, e per il tenente colonnello
Philip De Camp, che ha preso la decisione. Il futuro è però incerto visto che
gli Usa non consegnano i loro soldati e in Spagna non esiste il processo in
contumacia.
(Fonte: il Manifesto)
Background
► Fuoco sui reporter:
marines alla sbarra
La Spagna processa tre
soldati americani Nel 2003 un carro Abrahm fece fuoco contro l'Hotel Palestine,
a Baghdad, uccidendo Josè Couso,
cameraman spagnolo e Taras Protsyuk, cameraman della Reuters. E ora
Madrid apre un processo mai visto... ►Dossier
HOTEL PALESTINE: PERMISSION TO FIRE? Il rapporto del Committee to Protect Journalists, basato
su interviste rivolte a una dozzina di giornalisti inviati
che erano presenti nel luogo dell'attacco, incluso due
giornalisti embedded che monitoravano il traffico militare
via radio prima e dopo il bombardamento.