Colombia: appello ai gruppi armati perché non si
accaniscano sugli operatori dei media
21 febbraio 2007
Dopo due aggressioni in meno di una settimana contro
giornalisti nel dipartimento di Huila (suda del Paese), il Centro di Solidarietà della
Federazione Internazionale dei Giornalisti (Ceso-FIP) ha lanciato un appello ai
gruppi armati illegali a cessare le aggressioni alla stampa. Eduardo Marquez,
direttore del Ceso-FIP ha affermato: “I guerrieri di ogni ideologia devono
capire che il dovere dei giornalisti è di informare la società, che significa
portare alla luce eventi che alcuni potrebbero voler tenere nascosti. Nello
stesso modo, cosi come noi abbiamo pagato un duro prezzo sacrificando molte vite
quando abbiamo denunciato i casi di corruzione, è nostro dovere morale anche
quello di rendere noti gli eccessi ai danni della popolazione”. In uno di questi
casi le minacce e le persecuzioni sono arrivate al punto di obbligare un
giornalista ad abbandonare il proprio lavoro e cambiare abitazione,
trasferendosi in un’altra regione del paese. Lo scorso week-end, un altro
collega è stato obbligato a consegnare la propria telecamera, il registratore,
il telefono cellulare e un portafoglio contenente tutti i suoi documenti e
denaro. Il collega era stato precedentemente avvicinato da un appartenente alla
guerriglia il quale gli aveva comunicato che le intenzioni del FARC erano quelle
di consegnare le prove dello stato di salute dei quattro individui rapiti tra
cui l’ex
candidato presidenziale Ingrid Betancourt, che si dice soffra di asma e di una
infezione.