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  Russia: Inchiesta sull’uccisione di Anna Politkovskaya, la ricerca della verità minacciata dalle dichiarazioni del presidente ad interim ceceno

2 marzo 2007
Il nuovo presidente ad interim della Cecenia ha accusato Boris Berezovski di essere il mandante dell’uccisione di Anna Politkovskaya e di Aleksandr Litvinenko, accuse che il giornale Novaïa Gazeta considera infondate e che sarebbero state formulate – sempre secondo il bisettimanale russo – per depistare le indagini ed allontanare gli inquirenti dai veri colpevoli. Lo scorso 20 febbraio, il nuovo presidente ad interim della Cecenia, Ramzan Kadyrov, ha presieduto una conferenza stampa a Grozny. Nel suo intervento, Kadyrov ha accusato Boris Berezovski (uomo d’affari ed ex uomo politico russo, in esilio in Gran Bretagna dal 2001) di aver orchestrato l’omicidio della giornalista Anna Politkovskaïa e quello dell’ex membro del KGB, Aleksandr Litvinenko. Il neo presidente ad interim ha inoltre dichiarato di aver partecipato ad alcuni incontri durante i quali Berezovski avrebbe svelato la propria responsabilità, e che quest’ultimo, con la collaborazione di Litvinenko, avrebbe finanziato i combattenti indipendentisti ceceni con l’obiettivo di distruggere la Russia. Viatcheslav Izmaïlov, membro della redazione di Novaïa Gazeta, ha invitato Ramzan Kadyrov a consegnare alla giustizia tutte le informazioni di cui dispone. Izmaïlov ha inoltre precisato che la tesi secondo la quale l’ex oligarca Boris Berezovski sarebbe il mandante dei due crimini, è già sostenuta da fonti molto vicine al Cremino. “A Novaïa Gazeta, abbiamo preso in considerazione e valutato, con gli ispettori incaricati dell’indagine sulla morte di Anna Politkovskaya, numerose ipotesi, tutte diverse da quella avanzata da Kadyrov,” ha dichiarato Viatcheslav Izmaïlov. “Gli uomini incaricati dell’indagine, persone integre, non hanno mai considerato plausibile questo scenario, anzi lo considerano menzognero”. Il giornalista ha inoltre rivelato di conoscere l’identità dell’uomo che ha testimoniato contro Boris Berezovski. Si tratterebbe di un individuo conosciuto con lo pseudonimo di “Pirata”, coinvolto nel commercio degli ostaggi in Cecenia. Viatcheslav Izmaïlov ha aggiunto che Boris Berezovski non ha mai preso parte a questo commercio e che il ministero dell’Interno e i servizi segreti russi (FSB) lo sanno perfettamente. Il giornalista di Novaïa Gazeta ha infatti rivelato che, a più riprese, degli agenti di queste due istituzioni hanno partecipato allo scambio dei prigionieri, incaricati di effettuare il pagamento del riscatto.
(Fonte: Reporters sans frontières-Sezione Italia)
   
   

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