4 marzo 2007
I datori di lavoro pubblici e privati non potranno controllare la posta
elettronica e la navigazione in Internet dei dipendenti, se non in casi
eccezionali. Lo ha stabilito il Garante per la Privacy, rilevando che "spetta al
datore di lavoro definire le modalità d uso di tali strumenti ma tenendo conto
dei diritti dei lavoratori e della disciplina in tema di relazioni sindacali".
Il Garante, con un provvedimento generale che sarà pubblicato sulla 'Gazzetta
Ufficiale', fornisce concrete indicazioni in ordine all'uso dei computer sul
luogo di lavoro. L'Autorità prescrive innanzitutto ai datori di lavoro di
informare con chiarezza e in modo dettagliato i lavoratori sulle modalità di
utilizzo di Internet e della posta elettronica e sulla possibilità che vengano
effettuati controlli. Il Garante vieta poi la lettura e la registrazione
sistematica delle e-mail così come il monitoraggio sistematico delle pagine web
visualizzate dal lavoratore, perché ciò realizzerebbe un controllo a distanza
dell attività lavorativa vietato dallo Statuto dei lavoratori. Viene inoltre
indicata tutta una serie di misure tecnologiche e organizzative per prevenire la
possibilità, prevista solo in casi limitatissimi, dell'analisi del contenuto
della navigazione in Internet e dell'apertura di alcuni messaggi di posta
elettronica contenenti dati necessari all azienda. Il provvedimento raccomanda l
adozione da parte delle aziende di un disciplinare interno, definito
coinvolgendo anche le rappresentanze sindacali, nel quale siano chiaramente
indicate le regole per l uso di Internet e della posta elettronica. Il datore di
lavoro è inoltre chiamato ad adottare ogni misura in grado di prevenire il
rischio di utilizzi impropri, così da ridurre controlli successivi sui
lavoratori. Per quanto riguarda Internet è opportuno ad esempio, indica il
garante: individuare preventivamente i siti considerati correlati o meno con la
prestazione lavorativa; utilizzare filtri che prevengano determinate operazioni,
quali l'accesso a siti inseriti in una sorta di black list o il download di file
musicali o multimediali. Il Garante ha chiesto infine particolari misure di
tutela in quelle realtà lavorative dove debba essere rispettato il segreto
professionale garantito ad alcune categorie, come ad esempio i giornalisti.
(Fonte: ANSA)