6 marzo 2007
“Più di trecento giornalisti uccisi negli
ultimi quattro anni, 188 solo nella guerra
in Iraq. E’ in atto nel mondo un vero e
proprio massacro che unisce terroristi e
mafie , governi più o meno democratici in
un’aggressione senza precedenti contro la
libera informazione. L’ONU deve
intervenire o questo mondo resterà cieco“.
E’ il drammatico appello lanciato dall’
associazione per la libertà di stampa nel
mondo Information Safety and Freedom. “Non
possiamo – dichiara in una nota il
presidente di Isf, Stefano Marcelli – non
rilanciare la denuncia dei colleghi della
Associated Press riguardo alla distruzione
di foto e filmati realizzati dai repoters
durante gli incidenti di Nanghar. Sembra
la stessa strategia attuata anche in Iraq
con il bombardamento dell’Hotel Palestine,
costato la vita a due colleghi“. “E
continua la sindrome russa – continua la
nota di Isf – chi disturba Putin, muore. A
un anno dall’omicidio della collega Anna
Politkovskaja, ora il singolare incidente
di Ivan Safronov, che cade dalla finestra
di casa, proprio mentre l’Fsb (il servizio
di intelligence russo) lo accusa di
rivelazione di segreti di Stato. Safranov
aveva indagato su forniture militari
dalla Russia all’Iran e la Siria ,
attraverso la Bielorussia. Ma il suo
giornale, il 'Kommersant' era stato anche
condannato recentemente per aver leso la
rispettabilità del nuovo leader ceceno
filorusso .Sono più di venti i giornalisti
uccisi nella Federazione Russa dal 2000,
anno di insediamento al Kremlino di
Vladimir Putin. Il primo dell’elenco è un
nostro connazionale, Antonio Russo,
inviato di Radioradicale, ucciso a
Tiblisi, mentre sosteneva di avere le
prove dell’uso di armi di distruzione di
massa da parte dell’esercito russo nel
corso della Guerra di Cecenia . Le stesse
denunce per cui è stata uccisa Anna
Politkovskaja“. “Sono solo poche tracce
sul corso di un fiume di sangue che ogni
giorno allunga il proprio corso e che
nessuno vuol vedere . E’ un’emergenza –
conclude la nota di Stefano Marcelli
- che riguarda il diritto dei popoli a
sapere, conoscere, giudicare . Non c’è
democrazia senza libertà di informazione .
E l’informazione è sempre meno libera in
tutto mondo“.