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  Nepal: “Bhutan Reporter”, un salvagente per la voce dei profughi

7 marzo 2007
Una rivista indipendente edita da giornalisti residenti nei campi profughi per bhutanesi in Nepal, la cui esistenza era a rischio per mancanza di fondi, riuscirà a sopravvivere grazie a una donazione della Wan (World Association of Newspapers, Associazione mondiale dei quotidiani). I cronisti del ‘Bhutan Reporter’, che dal 1994 lavorano a titolo gratuito per questo mensile diffuso principalmente tra i rifugiati, avevano contattato nei giorni scorsi l’organizzazione ‘Media Helping Media’ (Mhm), sostenendo di non riuscire più a pagare i costi di tipografia equivalenti a 2000 rupie nepalesi (una trentina di euro). La Wan, organizzazione mondiale con sede a Parigi per la difesa e la promozione della libertà di stampa, ha risposto all’appello, offrendosi di coprire i costi per tre mesi e nel frattempo cercare uno sponsor internazionale in grado di garantire lunga vita al giornale. Pubblicato su internet, il ‘Bhutan Reporter’ ha anche una versione cartacea (un migliaio di copie) perché quasi tutti i profughi ospiti dei campi nepalesi non hanno accesso alla rete. “Dobbiamo far sì che anche loro possano esercitare il proprio diritto all’informazione” ha dichiarato il direttore del mensile, T.P. Mishra, ricordando che in Bhutan, piccolo paese asiatico tra la Cina e l’India, “il mondo dei media è sotto stretto controllo governativo”. Sono 107.000 i rifugiati bhutanesi che ormai da 16 anni vivono in sette campi profughi nell'est del Nepal dopo essere fuggiti dalla loro terra negli anni ‘80, dopo un'ondata repressiva innescata dalla richiesta di riforme; il Bhutan però non sembra avere concrete intenzioni di farli rientrare in patria.
(Fonte: Misna)
   
   

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