AFGHANISTAN:
RAID della POLIZIA nella SEDE a Kabul di una TV PRIVATA
19 aprile 2007
La polizia ha effettuato ieri sera un violento raid nella sede a Kabul
della televisione privata afghana Tolo, dopo la trasmissione di un
reportage accusato di aver "distorto" dichiarazioni del procuratore
generale Abdul Jabar Sabet. Lo hanno reso noto oggi fonti della rete e
della procura. Su ordine del procuratore, furioso per il reportage
appena trasmesso, numerosi poliziotti hanno fatto irruzione ieri sera
nella sede di Tolo, la più grande rete televisiva privata
dell'Afghanistan, dove hanno fermato per un'ora tre persone, tra cui
un capo redattore che ha detto di essere stato picchiato. La scena del
raid è stata filmata da telecamere nascoste. "Hanno trasmesso le mie
affermazioni - ha dichiarato il procuratore Sabet in una conferenza
stampa - in modo tale che risultasse che io parlavo contro il governo,
mentre stavo parlando del sistema giudiziario". La rete tv ha
condannato il raid e sostenuto di non aver distorto le affermazioni
del procuratore. Sabet, in carica da meno di un anno, è noto per la
sua lotta contro la corruzione. Decine di giornalisti hanno
manifestato oggi davanti al Parlamento per protestare contro il raid
che, secondo l'Unione dei giornalisti afghani, "mostra ancora una
volta le minacce che pesano sulla libertà di espressione" in
Afghanistan. Non è la prima volta nel Paese che il gruppo Moby dei
fratelli Saad e Ziad Mohseni, proprietari di Tolo tv, finisce nel
mirino delle autorità. Un'altra rete del gruppo, la Lemar, è stata
costretta l'8 aprile scorso su ordine del procuratore a interrompere
la ritrasmissione dei programmi in inglese di Al Jazira.
(Fonte: ANSA-AFP)