7 maggio 2007
Ll’iniziativa “Mille e un
libro per Baghdad” tenterà di riportare un libro tra le mani dei cittadini
iracheni. Tra le vittime più martoriate nell’inferno iracheno ci sono infatti
anche la cultura e il libero pensiero. Il saccheggio del Museo di Baghdad,
l’incendio alla biblioteca nazionale e in molte altre biblioteche della capitale
hanno aggravato l’impoverimento culturale del paese. Molti intellettuali,
scrittori, professori universitari negli anni dell’embargo sono stati costretti
a svendere sui marciapiedi delle città irachene le loro biblioteche personali
per poter sopravvivere. L’ultimo dei disastri che il mondo culturale iracheno ha
vissuto nelle ultime settimane è stata l’auto bomba che ha distrutto Al
Mutanabbi, la storica strada delle librerie a Baghdad. Il progetto “Mille e un
libro per Baghad”, che sarà presentato giovedì 10 maggio alla Fiera
Internazionale del Libro di Torino, si divide in due parti. La prima prevede la
pubblicazione di libri tradotti in arabo da altre lingue, destinati alle
biblioteche statali, universitarie e ai privati cittadini. Nel primo anno i
volumi stranieri pubblicati saranno tre di autori stranieri e altrettanti di
autori iracheni che non hanno avuto la possibilità economica di stampare le loro
opere. La seconda parte, comprende la realizzazione di un programma televisivo
su libri e i loro autori destinato ai canali satellitari iracheni. Il progetto è
patrocinato dal ministero della cultura e dal parlamento iracheno e dall’United
Nation Developements Program annunciato nelle scorse settimane alla Farnesina.
L’obiettivo è far adottare da ogni città italiana uno o più libri. Fra i libri
candidati per la traduzione nel primo anno di attività, è presente anche
“L’entrata in guerra” di Italo Calvino, una raccolta di racconti sulla sua vita
di adolescente a Sanremo, pubblicata nel 1954. Gli altri libri sono: “Il
compagno”, di Cesare Pavese, “Cristo si è fermato a Eboli”, di Carlo Levi, “Una
storia semplice”, di Leonardo Sciascia».