30 maggio 2007
A Macao cresce il mercato dei media e cresce anche la censura. Questo è
l’allarme lanciato da alcuni critici che invitano il governo a non interferire
sulla libertà di stampa. L’associazione dei giornalisti di Macao denuncia da
tempo la censura da parte del governo. Il 4 maggio si è svolto un incontro tra
il capo dell’esecutivo Edmund Ho Hau-wah’s Ho e i giornalisti e solo ad una
televisione pubblica è stato consentito fare le riprese. Non solo, i funzionari
del governo hanno poi voluto assistere al montaggio delle riprese. In un
comunicato dell’11 maggio l’associazione dei giornalisti di Macao ha condannato
con forza le interferenze del dipartimento dell’informazione sulla libertà di
stampa e sull’indipendenza editoriale. Il dipartimento ha risposto dicendo di
rispettare “in modo assoluto” la libertà di stampa e ha aggiunto “Il 4 maggio il
nostro staff si è recato a Teledifusao solo per prendere le riprese fatte e
poterle pubblicare sul nostro sito”. Secondo il deputato Jose Coutinho
l’integrità editoriale di molti media locali è stata macchiata dalle sovvenzioni
del governo. Nel dicembre 1999 si era aperta proprio una polemica sulle
sovvenzioni fatte ai media, ma si è presto spenta. Coutinho ha aggiunto che,
nonostante gli investimenti del governo, la stampa portoghese di Macao è più
indipendente e forse la spiegazione risiede nel fatto che in Europa la libertà
di stampa ha ormai alle spalle una lunga tradizione. L’offerta editoriale di cui
i 500mila abitanti di Macao possono usufruire consiste in otto quotidiani cinesi
e tre portoghesi, cinque settimanali cinesi e uno portoghese, un quotidiano
inglese, dozzine di riviste e molte pubblicazioni di Hong Kong.
(Fonte: Agenzia Asia News)