IRAN: PORTAVOCE della LIBERTà di STAMPA DENUNCIA CENSURE SU NUCLEARE
11 giugno 2007
Mashaollah Shamsolvaezin, portavoce dell'Associazione per la Libertà di Stampa
in Iran, ha lanciato una denuncia sulle ''pressioni illegali e
anticostituzionali, sulle intimidazioni e sulle censure imposte dal governo di
Mahmoud Ahmadinejad e dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale''.
''Nelle ultime settimane - spiega Shamsolvaezin, che è anche dirigente del
sindacato indipendente dei giornalisti iraniani - i direttori di giornali
hanno ricevuto diverse lettere dal Consiglio Supremo per la Sicurezza
Nazionale (organismo presieduto da Ali Larijani, principale negoziatore
nucleare iraniano, ndr.), e dal ministero della Cultura e dell'Orientamento
Islamico, in cui viene chiesto loro di non pubblicare alcuna notizia sulla
vicenda nucleare o su altre tematiche ritenute d'interesse nazionale, se non
provenienti da fonti ufficiali''. ''Queste lettere, seguite da intimidazioni -
aggiunge Shamsolvaezin - sono in netta contraddizione con quanto stabilito
dalla nostra Costituzione in materia di libertà di stampa''. L'Associazione
per la libertà di Stampa, secondo quanto afferma il suo portavoce, ha deciso
di formare un comitato ad hoc per esaminare tutte le infrazioni commesse dal
governo e da altre istituzioni, per portare il caso davanti agli organi
competenti. Shamoslvaezin, già direttore di diversi quotidiani ma che cinque
anni fa una sentenza anomala del Tribunale della Rivoluzione ha privato del
diritto di scrivere, esprime anche la sua ''preoccupazione'' per le condizioni
di salute di alcuni giornalisti in carcere. ''Abbiamo notizia - aggiunge- che
alcuni dei giornalisti incarcerati versano in condizioni di salute
preoccupanti e chiediamo al governo di autorizzare il loro immediato ricovero
in strutture mediche adeguate''. Uno di questi giornalisti, l'economista Ali
Farahbakhsh, arrestato e condannato a 3 anni e mezzo di carcere, per aver
preso parte ad una conferenza del Fondo Monetario Internazionale, da giorni è
ricoverato nell'infermeria della prigione di Evin, dove i medici hanno
affermato di non poterlo curare per mancanza di mezzi. (Fonte:
ADN Kronos International)