Cina: meglio tardi che mai, Yahoo! critica la
repressione contro gli internauti
12 giugno 2007
Yahoo! Inc. ha inviato ai media di Hong Kong, un breve comunicato nel quale la
società critica la politica repressiva delle autorità cinesi. Nel comunicato si
legge che "pur obbligata a raspettare le leggi cinesi sul web, Yahoo! è costernata che i cittadini cinesi siano stati imprigionati
per aver espresso le loro opinioni politiche su Internet". Questo comunicato è
da mettere in relazione con l'annuncio della famiglia del cyberdissidente Shi
Tao (in prigione dal 2003 dopo essere stato arrestato sulla base di informazioni
fornite proprio da Yahoo! alla polizia cinese) di voler presentare una denuncia
alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Tale denuncia segue quella della famiglia
di un altro dissidente, Wang Xiaoning, presentata a un tribunale della
California. Anche in quel caso Yahoo! era stata responsabile di aver fornito le
generalità di chi aveva inviato, tramite posta elettronica, un documento che
criticava la mancanza di diritti in Cina. Nello scorso gennaio il parlamentare
Christopher Smith aveva ottenuto dal Congresso americano di reintrodurre il
Global Online Freedom Act, un testo che permette di impedire la collaborazione
di imprese americane con i regimi repressivi. Attualmente in Cina sono detenuti
50 cyberdissidenti. (Fonte:
RSF)