Thailandia: cambiano le regole sulla censura del web
4 luglio 2007
I siti web in Thailandia potranno essere chiusi solo a seguito di
un'ordinanza del tribunale. Il governo designato dai militari nel paese
asiatico dopo il colpo di stato di settembre ha infatti annullato un ordine
che prevedeva la chiusura dei siti che avrebbero potuto minacciare la
monarchia costituzionale. Lo ha detto il ministro delle comunicazioni
Sitthichai Pookaiyaudom. "Sono stufo delle accuse delle Ong che considerano
questo ordine dittatoriale" ha detto Sitthichai alla Reuters. Fra gli
'accusatori' c'è il gruppo Freedom Against Censorship in Thailand che ha
rilevato a gennaio che nel paese la censura su internet è cresciuta. Altri
gruppi che si occupano di libertà di stampa, come Freedom House,
hanno lanciato l'allarme Thailandia. Per il Committe to protect
journalists la Thailandia era considerata un modello per la libertà di
stampa nella regione, ma ma ha registrato un brusco declino negli ultimi
anni. Sitthichai ha detto di aver ordinato solo la chiusura di due siti di
sostenitori del primo ministro deposto Thaksin Shinawatra, ma che questi
gruppi avevano molti siti civetta che sono stati chiusi a loro volta.
"Durante il mio mandato ho chiuso circa 200 siti, quasi tutti pornografici"
ha detto. Il caso più clamoroso è quello di YouTube,
bloccato per aver pubblicato un video considerato offensivo contro il re.
(Fonte: Quo Media)