IRAN: STAMPA OPPOSIZIONE TEME
ENNESINO GIRO DI VITE
9 luglio 2007
Un nuovo giro di vite è temuto dalla stampa progressista in Iran, dopo la
chiusura di alcune testate e dichiarazioni di esponenti del governo che
suonano come un monito. Su tutte, quella di Mohammad Hossein Saffar-Harandi,
ministro della Cultura e orientamento islamico, competente per la stampa,
secondo il quale certi giornali stanno dando vita ad "un colpo di Stato
strisciante". I giornali riformisti, almeno quelli rimasti dopo una prima
ondata di chiusure scatenatasi nel 2000, non hanno risparmiato critiche alle
politiche del presidente Mahmud Ahmadinejad fin dalla sua elezione nel 2005. E
spesso hanno fatto ricorso anche al sarcasmo.
E' il caso del quotidiano 'Sharq', tornato nelle edicole nel maggio scorso
dopo un bando di otto mesi a causa di una vignetta irriverente su Ahmadinejad.
Lo stesso giornale ha pubblicato recentemente con risalto dichiarazioni del
presidente che affermava di raccogliere interessanti informazioni sulla
situazione economica dal suo macellaio. E questo proprio mentre Ahmadinejad
veniva pubblicamente accusato da 57 importanti economisti di avere favorito un
forte aumento dell'inflazione. Dello stesso tono le notizie e i commenti di
altri quotidiani. Tra questi 'Ham mihan', vicino all'ex presidente pragmatico
Akbar Hashemi Rafsanjani, che è stato chiuso in questi giorni dalla
magistratura, così come 'Neda Kurdistan'. Sempre in questi giorni è stata
definitivamente revocata la licenza di pubblicazione per 'Mosharekat',
l'organo del principale partito riformista, omonimo, già chiuso sette anni fa.
Da diversi giorni, inoltre, ha sospeso l'attività, per motivi ancora ignoti,
l'agenzia riformista Ilna. "Ci sono segni di un colpo di Stato strisciante
nella stampa", ha detto il ministro Saffar-Harandi. "Ciò non significa che
qualcuno complotta nelle caserme - ha aggiunto - ma qualcuno si muove con
l'obiettivo di rovesciare il sistema". Il vice capo del dipartimento
Informazione della presidenza, Mohammad Jafar Behdad, ha da parte sua
preannunciato che sarà costituito "un gruppo esperto per la stampa e i media
per intraprendere misure attive contro coloro che diffondono un'oscura
propaganda contro il governo".
"Questa propaganda oscura e non igienica e i complotti quotidiani contro i
programmi del governo sono entrate in una nuova fase - ha aggiunto Behdad -
quella dell'umiliazione, dell'insulto, della ridicolizzazione del presidente,
con la diffusione di menzogne e una distorsione delle sue posizioni e delle
sue dichiarazioni". La diffusione dei giornali riformisti e la libertà di
stampa in Iran avevano raggiunto il culmine nei primi anni della presidenza di
Mohammad Khatami, eletto nel 1997. Nel 2000 decine di pubblicazioni riformiste
furono messe al bando e molti giornalisti incarcerati dopo che la Guida
suprema, ayatollah Ali Khamenei, aveva accusato in un discorso pubblico queste
testate di essere "il quartier generale del nemico".
(Fonte: Ansa)