Intercettazioni: Gran Bretagna non limita giornalisti con una legge
16 luglio 2007
La stampa britannica puo' continuare ad autoregolamentarsi relativamente alla
pubblicazione dei contenuti delle intercettazioni e non è opportuno varare una
nuova legge limitativa. Lo ha stabilito una commissione parlamentare.Nel
rapporto, i deputati scrivono: "Continuiamo a credere che la regolazione statale
della stampa sia un marchio di garanzia dell'autoritarismo e dei rischi che
insidiano la democrazia". Anche il ministro della Cultura, James Purnell, ha
detto di credere che la stampa debba continuare ad autoregolamentarsi, e che
questo sia il modo migliore per assicurare i migliori standard di informazione.
"Una stampa libera - ha dichiarato - è essenziale in una democrazia sana". Sul
comportamento dei media britannici veglia oggi una Commissione per i reclami
istituita dagli stessi giornali, e non un ente governativo, e i documenti
confermano che essa permette di far giungere piu' velocemente le lamentele del
pubblico e i conseguenti indennizzi che i ricorsi al tribunale. Tuttavia nel
rapporto della commissione parlamentare si sottolinea tuttavia anche come negli
ultimi mesi centinaia di giornalisti abbiano violato le leggi sulla privacy
restando impuniti. Fra i casi più noti lo scandalo scoppiato per la
pubblicazione di alcuni dialoghi telefonici della Casa reale ottenuti
illegalmente con l'aiuto di un investigatore privato da un cronista di News of
the World e le pressioni dei giornalisti su Sarah, la ex fidanzata del pricipino
William, pressioni che avevano determinato anche un giudizio feroce dell'allora
premier Tony Blair. In base a questo quadro, il comitato cultura del Parlamento
britannico ha stabilito che la commissione per i reclami deve continuare la sua
opera di sorveglianza, ma con una verifica del suo comportamento, dopo la
defaillance nel gestire i recenti avvenimenti. Il rapporto parlamentare chiede
anche l'inserimento nei contratti del personale dell'industria editoriale di una
clausola di l'adesione al codice morale professionale come condizione per
l'impiego, al fine di evitare un uso non etico del materiale raccolto dai
giornalisti. Diversamente dalla Gran Bretagna, in Italia la soluzione proposta
alla pubblicazione delle intercettazioni (in questo caso legali) è un disegno di
legge limitativo e contestato dai giornalisti, mentre nei giorni scorsi sia la
Corte dei diritti dell'uomo che il parlamento europeo si sono espressi a difesa
della libertà di stampa. In particolare, una sentenza della Corte di Strasburgo
aveva stabilito che il diritto dei cittadini all'informazione su questioni
giudiziarie di interesse pubblico prevale sulla liceita' del modo con cui sono
state ottenute le intercettazioni e che il requisito essenziale e' che si tratti
di fatti veri e correttamente riportati.
(Fonte: Osservatorio sulla legalità
e sui diritti)